HLPF on Sustainable Development, richiesta di intervento orale.

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HIGH-LEVEL POLITICAL FORUM ON SUSTAINABLE DEVELOPMENT

Richiesta di intervento orale

Spiega in che modo la tua relazione è in linea con gli argomenti del Forum sullo Sviluppo Sostenibile.

La comunicazione internazionale, specialmente quando si parla di tutela e di progresso dei popoli, non può lasciare adito a fraintendimenti.

Negli obiettivi del millennio, di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile, soprattutto nella sua componente sociale, cioè relativa a sicurezza, salute, istruzione, democrazia, partecipazione, giustizia, la questione linguistica, l’equità linguistica, è di importanza centrale.

I progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) non si stanno verificando in maniera equa. Molte delle comunità a basso reddito, nelle quali sono necessarie soluzioni più rapide ed efficaci, vivono in situazioni linguisticamente complesse. Scegliere la lingua migliore in cui rapportarsi con queste comunità marginalizzate se non è possibile utilizzare la loro, è il cardine per raggiungere gli OSM rimanenti. Nei contesti più impegnativi per gli OSM, molte persone parlano lingue diverse.

Non si può pensare di portare avanti obiettivi di grande impatto per la specie umana senza prima creare il presupposto, l’obiettivo 0, il primo diritto, quello fondamentale, di capire e farsi capire, di comunicare oltre le reciproche etnie. Perché la lingua importa in tutti gli obiettivi di sviluppo del millennio. Quindi, per garantire comprensione dialettica, comunicazione, miglioramento dello stile di vita, garanzia di sopravvivenza, è necessario fornire, a tutti, e garantire a tutti la capacità di comprendere; per dare alla specie umana il diritto alla conoscenza è fondamentale il diritto alla lingua. Una lingua per il mondo, democratica, super-partes, senza padroni né servi, senza soprattutto obbligare un popolo già in difficoltà, per situazioni ambientali, sociali, sanitarie, ad imparare la lingua di coloro che vanno lì a soccorrerli.

La lingua in questione esiste ed ha oggi 128 anni di vita, molta di più di tante lingue etniche del mondo, la lingua della specie umana è la Lingua Internazionale, meglio conosciuta come “Esperanto”, creata nel 1887 dall’ebreo polacco Ludovico Zamenhof.

Lo scopo dell’esperanto è promuovere il dialogo tra popoli differenti cercando di creare comprensione e pace tra di loro con una seconda lingua semplice ma espressiva, che appartenga alla specie umana e non ad un popolo.

In questo modo, una volta raggiunta la capacità del popolo del mondo a comunicare – obiettivo alla portata del mondo stesso in soli 10 anni -, senza nessuno che cerchi più o meno coscientemente di sopraffare l’altro, ma dando effettiva spinta a considerarsi figli e fratelli del mondo, lo sviluppo sostenibile è già tra noi tutti, accomunati tutti nel comune destino come specie umana.

Spiega nel dettaglio la tua relazione

La lingua centra sempre, nei problemi del mondo. Gli 8 Obbiettivi di Sviluppo  del Millennio, trovano, nessuno escluso, un limite nel loro raggiungimento dovuto alla difficoltà di comprensione e di comunicazione, e soprattutto, dalla mancanza effettiva di una lingua veicolare ed equa che non faccia distinzione tra il salvatore e il salvato. È sempre accaduto, e finché non si metterà un freno a questa abitudine, accadrà sempre che il soccorritore si senta autorizzato a imporre la sua lingua al soccorso. E questo è un grande limite soprattutto per i popoli che a stento raggiungono i livelli basilari di sussistenza.
Nel dettaglio, ecco in che modo le differenti lingue creano ostacoli nel raggiungimento degli OSM:

1 e 7. Eliminare povertà e fame e assicurare uno sviluppo sostenibile. Le identità dei popoli sono costituite dalla loro lingua, cultura e ambiente, e la perdita di uno di questi fattori è frequentemente accompagnata da grandi costi umani e sociali. Per esempio, in collegamento con l’obiettivo 7, cioè assicurare uno sviluppo sostenibile, molte comunità linguistiche non dominanti si affidano, per il loro fabbisogno agricolo, sulla coltivazione stagionale, e questo, in caso di cambi climatici violenti, provoca fame e povertà. L’assenza di informazioni nella lingua non dominante implica che queste comunità vengano escluse dai servizi governativi e dagli interventi di sviluppo. Una lingua equa come l’Esperanto permetterebbe alle comunità etnolinguistiche non-dominanti di essere parte attiva nel raggiungimento del benessere generale, la loro piena responsabilizzazione senza alcuna subalternità.

2. Raggiungere un’istruzione primaria universale: questo obiettivo, soprattutto nei paesi emergenti, sarebbe totalmente risolto se gli insegnanti, anziché forzare l’apprendimento di una lingua etnica ostica, in quanto non la propria, insegnassero l’Esperanto che è simil-propria. Anche in chiave di Orientamento Linguistico: infatti la struttura dell’esperanto è semplice e senza eccezioni, facilitando i giovani all’apprendimento successivo di ulteriori lingue etniche, però facendo mantenere il valore della propria lingua madre.

Inoltre, la preparazione dei docenti è a costo zero e non a caso la maggior parte dei docenti esperantisti è autodidatta e cosi come per la lingua madre di ciascuno, non ha alcuna necessità di recarsi all’estero per apprenderla.
3. Promuovere l’uguaglianza di genere e il rafforzamento delle donne: agevolare l’alfabetizzazione delle donne, che è negata ancora oggi in moltissimo paesi emergenti, e fornire supporto e informazioni in una lingua che capiscano, migliora la loro condizione economica e la modalità con cui educano i loro figli. L’alfabetizzazione in Esperanto ha tempi molto brevi, ad esempio per raggiungere competenze di pari qualità in lingua inglese ci vogliono 12000 ore di studio, mentre in esperanto ne sono sufficienti 500. Inoltre l’insegnamento dell’Esperanto non incontrerebbe alcuna contrarietà ideologica da parte di alcuno Stato, in quanto e la sua provenienza non potrebbe essere considerata straniera e/o fagocitatrice della propria.

4 e 5. Ridurre la mortalità infantile e migliorare la salute delle madri. Le comunità etnolinguistiche non-dominanti incontrano nella lingua una barriera all’accesso ai servizi sanitari. Possono essere salvate delle vite se le donne comprendessero meglio le informazioni su nutrizione, allattamento al seno, e su come prevenire e gestire le infezioni. Per questo una lingua ausiliaria di interscambio tra soccorritore e soccorso è quanto mai necessaria.
6. Combattere l’HIV e l’AIDS, la malaria e altre malattie: il marchio associato a malattie come HIV e l’AIDS rende il modo in cui comunichiamo particolarmente importante. Dove i popoli non ricevono informazioni essenziali comprensibili, in modo culturalmente sensibile e da persone di cui si fidano, diventano vulnerabili a queste malattie.
8. Favorire partenariati globali per lo sviluppo: costruire partenariati globali richiede una comunicazione chiara ed equa. Obbligare le persone a comunicare in una lingua straniera è difficile, limita la loro capacità di partecipare a queste reti. L’ICT in una lingua veicolare semplice come l’Esperanto permette la partecipazione e l’accelerazione dello sviluppo in tutti gli OSM, facilitando la condivisione del sapere altrimenti non accessibile, nonché l’equità tra persone appartenenti a comunità emerse ed emergenti.
Per tutte queste ragioni, l’adozione dell’Esperanto come lingua di promozione dell’equità linguistica mondiale sarebbe una scelta vincente. Si dà a tutti la possibilità di comunicare senza alcuna subalternità e senza mettere a rischio la propria lingua madre e la propria identità culturale, incontrandosi semplicemente come specie umana.

Cosa dovrebbe fare l’Ecosoc per migliorare i suoi sforzi nel raggiungimento degli OSM?

L’adozione dell’Esperanto come lingua di comunicazione internazionale potrebbe avvenire in primo luogo da parte dell’ONU e delle sue consociate, attraverso iniziative dapprima anche solo simboliche e poi via via sia inserendola come lingua di presentazione dei documenti da parte delle organizzazioni, e poi favorendone lo studio e l’utilizzo nelle Università delle Nazioni Unite così come da parte dei funzionari e delle strutture di cui si servono le Nazioni Unite stesse, soprattutto quelle prevalentemente operative nei luoghi dove il bisogno di crescita e di sviluppo è più stringente.

Nostra convinzione è, comunque, che sarebbe sufficiente l’annuncio che le Nazioni Unite adottano e proclamano la lingua comune della specie umana, la lingua delle Nazioni Unite, perché il mondo intero, si stringa attorno all’ONU sostenendone la realizzazione in ciascun Paese.




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