Haitiani senza identità

Latinos / di Rocco Cotroneo

Haitiani senza identità

Sono 200mila gli oriundi privi di documenti finiti in un limbo giuridico

REPUBBLICA DOMINICANA

 

Duecentomila haitiani nati nella Repubblica Dominicana si trovano da un mese in un limbo giuridico senza precedenti: hanno perso la nazionalità e ogni diritto di cittadini a causa di una sentenza della Corte costituzionale dominicana che ha trasformato in carta straccia tutti i loro documenti. La decisione è stata applicata a quattro generazioni di oriundi haitiani, fino a coloro nati nel 1929. Il caso è seguito da vicino da varie organizzazioni internazionali per i diritti umani che premono sul governo di Santo Domingo affinché venga trovata una soluzione. Gli haitiani sono la comunità più fragile del Paese, molti sono arrivati illegalmente passando la frontiera per lavorare nella coltivazione della canna da zucchero ed esercitare altre mansioni umili. Senza documenti di identità ora non hanno accesso all’istruzione pubblica o alla sanità, non possono comprare o vendere proprietà, votare, sposarsi o godere di altri diritti. Altrettanto surreale sarebbe la prospettiva di venire espulsi verso il proprio Paese di origine, che gran parte di loro nemmeno conosce. Haiti e Repubblica Dominicana dividono la stessa isola caraibica, chiamata La Espariola. Il primo Paese è stato colonizzato dai francesi e la popolazione è in gran parte discendente di schiavi africani. I dominicani parlano spagnolo e sono quasi tutti bianchi.
(Da Sette (Corriere della Sera), 1/11/2013).

 




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