L’ultima intervista della Hack: il solo inglese al Politecnico di Milano mi scandalizza.

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Si è spenta il 29 giugno 2013 Margherita Hach, avevo avuto modo di intervistarla giusto l’8 giugno a proposito dello schierarsi del Politecnico di Milano contro la scienza in italiano. Era stata perentoria contro questa scelta così assoluta:
“Mi scandalizza” aveva risposto. E la Hack non era certo facile a scandalizzarsi.
Qui i passi della breve intervista.

Giorgio Pagano: Il Politecnico di Milano ha deciso di non insegnare più in lingua italiana. A Margherita Hack vogliamo chiedere: esiste la possibilità che una scienza ancora parli italiano?
Margherita Hack: Io direi di sì, ne vedo l’utilità. Si dovrebbe insegnare anche in italiano.
GP: La scelta quindi del Politecnico è assolutamente radicale?
MH: Mi scandalizza, la scienza è universale e c’è la necessità di capirsi sempre meglio. Ed è già successo che la scienza ormai parli inglese. È un dato di fatto, ma insegnarlo no, questo mi sembra assurdo.
GP: Così non si finisce per praticare una sorta di autocolonizzazione, quasi un genocidio linguistico della propria cultura, della propria forma mentis? Ricordiamo che tutto sommato abbiamo episodi di scienziati come Galileo Galilei, no?
MH: Noi si adopera tutti le stesse marche, gli stessi computer, il che non vuol dire non pensare più nella propria lingua. Per spiegare, per divulgare gli stessi concetti bisogna utilizzare la propria lingua, le proprie immagini.
GP: L’obiezione che facevano maggiormente alcuni docenti del Politecnico  è che ovviamente non si riuscirebbe mai a insegnare così bene se non nella propria lingua madre, quindi l’italiano.
MH: Infatti secondo me non bisogna abbandonare la propria lingua, certi concetti si possono esprimere solo quando una lingua si conosce molto bene come la propria.
GP: Va bene, grazie infinite per questo suo parere e buona serata.

 

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