«Ha vinto l’insularità. Ma niente paura: non lasceranno l’Ue».

Posted on in Europa e oltre 22 vedi

L’intervista.

«Ha vinto l’insularità. Ma niente paura: non lasceranno l’Ue».

di Maria Serena Natale.

I laburisti sognavano l’alba di una New Britannia, non più Cool ma grandi speranze e nuovi orizzonti, pronta a cambiare governo, regole e il modo stesso di sentirsi inglesi. È stata invece la rivincita di quel nucleo di orgoglio, diffidenza e disciplina che dà forza alle tradizioni, alla monarchia, al Big Ben. Alain de Botton, svizzero mimetizzato da anni in una Londra che non smette di regalare spunti alle sue riflessioni tra letteratura e filosofia – «Come Proust può cambiarvi la vita», «L’importanza di essere amati», «Come pensare (di più) il sesso» sono alcuni dei suoi libri editi in Italia da Guanda , ritrova nel voto questa immutabile «britannicità». Molto rumore per nulla. La più imprevedibile delle elezioni, il più British dei risultati, perché nessuno se l’aspettava? «Gli inglesi non dicono mai cosa pensano davvero, né agli amici né ai sondaggisti. Un’indisponibilità a rivelarsi che è intimamente connaturata a questo popolo. Per di più, tutti temevano di sembrare troppo di destra e quella paura si è trasformata in una grande menzogna collettiva». Il conservatorismo responsabile premiato dalle urne fa parte di un’identità nazionale che sembra voler rimarcare la propria originalità rispetto al Continente. A destra ma non troppo. Meno Ukip, più English Tea?«Sì, il nazionalismo inglese non è razzista, si nutre di una quieta fierezza, di sospetto ma senza arroganza né desiderio di rivalsa. Rimanda a un preciso tipo di insularità. Non è aggressivo o pericoloso, e si combina con una tolleranza fuori dal comune». Eppure le restrizioni all’immigrazione sono state un grande tema di David Cameron, soprattutto all’inizio della campagna elettorale. «Alla fine però sono praticamente scomparse come questione politica perché tutti i partiti hanno promesso di intervenire in qualche modo, togliendo così il monopolio alla destra, e soprattutto allUkip». Un voto che racconta un Paese più consapevole di sé o spaventato?«Ci mostra un Paese che stima la prudenza e crede nella tradizione. Al tempo stesso è emersa una coscienza molto sensibile sui temi della finanza e dell’economia. Gli inglesi hanno dimostrato di non temere l’austerità ma di sapersi dare regole e soprattutto di essere pronti a rispettarle fino in fondo». Da oggi cambiano i rapporti tra Londra e l’Europa? Cameron ha puntato sul referendum. Crede che i britannici desiderino davvero lasciare la Ue?«Non se ne andranno, sono pronto a scommetterci. Il dibattito sull’Europa ci riporta alla natura del nazionalismo britannico, che come hanno dimostrato queste elezioni ha un’interna debolezza, non ha in sé lo slancio necessario a combattere e vincere per l’uscita dall’Unione Europea. E poi, gli scozzesi amano l’Europa, niente paura». I nazionalisti di Nicola Sturgeon sono infatti l’altra grande sorpresa di questo voto. Cosa ci dice il loro successo?«Che gli scozzesi si fidano solo di loro stessi e che non si lasceranno guidare da un partito nazionale che non abbia un leader scozzese. Se vogliono avere qualche chance in Scozia, i laburisti devono accettarlo».
(Dal Corriere della Sera, 9/5/2015).

 

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.