Ha dato la lingua ai sordi

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SULLA STAMPA

LA DONNA CHE HA DATO UNA LINGUA AI SORDI

di Agnese Moro

Sul quotidiano La Stampa un ricordo di Elena Pizzuto Antinoro, a un anno dalla sua scomparsa. Psicologa, linguista e scienziata di fama internazionale aveva studiato negli Stati Uniti la Lingua dei segni americana, riportando, al suo ritorno, questa esperienza in Italia

Ci sono persone che se vedono qualcosa di ingiusto o di sbagliato non possono fare a meno di darsi da fare, e subito, per cambiarlo. Non fanno mai finta di niente e non si rassegnano. Non sono certo molte. Io ne ho conosciute solo due, entrambe donne, entrambe meridionali. Una di queste è Elena Pizzuto Antinoro, morta un anno fa, a 59 anni. La sua figura e il suo lavoro sono stati ricordati il 10 di questo mese in un convegno, a Roma, organizzato dall’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, la struttura del Cnr presso la quale lavorava come ricercatrice, in collaborazione con altri prestigiosi enti culturali e scientifici.
Elena Pizzuto era una psicologa, una linguista, una scienziata di fama internazionale. Aveva studiato negli Stati Uniti la Lingua dei Segni Americana, riportando, al suo ritorno, questa esperienza in Italia. Prima a Palermo e poi a Roma. Ha lavorato con i sordi (e non per loro) sulla Lis, la lingua italiana dei segni, perché fosse percepita, dai sordi stessi e da tutti noi, non come un «gesticolare», ma come una lingua vera e propria che deve essere studiata e riconosciuta come tale. Ha indagato il mondo cognitivo e la strategia di comunicazione di chi non ha mai avuto accesso alla lingua vocale. Negli ultimi anni ha lavorato sul problema, tutt’altro che semplice, della scrittura della lingua dei segni, dando vita, con colleghi sordi e udenti, al Laboratorio Lingua dei Segni e al progetto Visel (Visione, Sordità, Scrittura, Segni, E-learning). Quest’ultimo finalizzato a realizzare un ambiente di apprendimento a distanza della lingua scritta, alfabetica o dei segni, rivolto a persone nate o divenute sorde prima di avere appreso la lingua vocale.
A queste cose ha lavorato Elena, in Italia e all’estero (anche con la scuola per bambini sordi di Douz, in Tunisia), coinvolgendo e creando spazio per giovani studiosi sordi e udenti che, insieme, potessero far progredire la ricerca su queste e altre tematiche, incoraggiandoli e di prendendoli sul serio. In uno stile tutto italiano, Elena non ha avuto i riconoscimenti professionali che aveva ampiamente meritato. Ma la comunità dei sordi, nel convegno del 10 gennaio, con le sue braccia alzate in un applauso silenzioso, vibrante e pieno di forza, l’ha riconosciuta come parte integrante della sua storia di auto-conoscenza e di liberazione. Le avrà certamente fatto piacere.
Da Superabile.it, 16/1/2012).




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