Guida al latinorum giuridico

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Un enigma chiamato legge

Crusca e Cnr: “Il linguaggio giuridico? Incomprensibile”

di Letizia Cini

L’ha fatto Manzoni, con il polveroso avvocato Azzeccagarbugli e il “latinorum” del suo Don Abbondio. Ma c’è voluto il genio di Kafka per dar corpo all’angoscia e allo smarrimento che assale il comune cittadino alle prese con la scienza del diritto, spesso incomprensibile. Chi non ha provato la massima solidarietà davanti al poveruomo di campagna che chiede fino alla consunzione, inutilmente, al guardiano il permesso di accedere alla legge: “Nessun altro poteva ottenere di entrare da questa porta, a te solo era riservato l’ingresso – la risposta – . E adesso vado e la chiudo”.
“Dura lex sed lex”. E beato chi la capisce. Presa coscienza dell’incolmabile distanza, da due anni è in atto una collaborazione che vede impegnati fianco a fianco l’Istituto di teoria e tecniche dell’informazione giuridica (Ittg) del Consiglio nazionale delle ricerche e l’Osservatorio sulla qualità degli atti amministrativi dell’Accademia della Crusca, “per rendere meno indigesto e incomprensibile il linguaggio normativo”, spiega Marina Pietrangelo, ricercatrice dell’Ittg, uno dei relatori che daranno vita oggi al Gabinetto Vieusseux di Firenze al seminario “Entrare nella legge”.
Il sottotitolo è “digressioni giuridiche da un racconto di Kafka”: come mai?
“Proprio prendendo spunto dal famoso e suggestivo testo kafkiano, il seminario vuole mettere a confronto le opinioni di giuristi, linguisti e rappresentanti della società italiana di diritto e letteratura, su alcuni temi di fondo del rapporto tra il potere e i cittadini: chi non capisce deve subire e chi detiene la conoscenza ha in mano lo scettro del comando”.
In programma anche le lettura del racconto “Davanti alla legge” di Kafka e dibattito con il pubblico: perché?
“Il testo costituisce una prospettiva privilegiata da cui osservare il fenomeno giuridico in senso lato, e specialmente la complessa relazione tra amministrazione pubblica e i (poveri) cittadini”.
Questo significa che anche voi addetti ai lavori sapete quanto sia difficile entrare in relazione con avvocati, magistrati, notai e burocrati che non perdono occasione per far sentire il peso del loro sapere…
“Certo che ne siamo consapevoli. Per questo domani i relatori si soffermeranno in particolare sul ruolo e la complessità degli apparati pubblici, sulla semplificazione e la chiarezza normativa, sul ruolo dell’interpretazione e della norma, sul “fascino” delle leggi e sulla solitudine del singolo di fronte a queste e altri attualissimi temi che il racconto suggerisce”.
Nella pratica cos’è stato fatto?
“Per semplificare il linguaggio giuridico, il nostro Istituto e l’Accademia della Crusca hanno elaborato la prima “Guida alla redazione degli atti amministrativi. Regole e suggerimenti”, già in distribuzione”.
Che sarebbe?
“Un vero e proprio “manuale”, un testo destinato agli estensori di atti amministrativi per evitare l’evitabile, almeno quei termini non necessari ai fini della legittimità di un atto giuridico, né più efficaci di equivalenti che appartengono al linguaggio comune, quello usato dalla gente”.
Esempi di espressioni oscure?
“c’è solo l’imbarazzo della scelta: nell’ottica degli anglismi “front office” al posto del banale sportello. Che senso ha?”.
Da La Nazione, 16/12/2011).




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