Grecia: Un’Europa libera senza televisione pubblica è impensabile.

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Chiude la televisione pubblica Greca. L’ERT da martedì staccherà il segnale e le trasmissioni smetteranno di andare in onda. «Sapete cosa significa? Che la libera informazione cesserà di esistere. Una società liberale non può esistere senza un polo pubblico di riferimento. Le televisioni private hanno un senso e una funzione importante nel momento in cui si confrontano, anche aspramente, con quest’ultimo e instaurano una proficua e sana competizione su finalità, programmazione, orientamento culturale, prezzi etc. Ma se manca quel riferimento, specie in paesi come la Grecia, si va solo verso una concentrazione oligopolistica che in poco tempo manipolerà l’informazione e quindi le menti dei greci». Questo il commento di Giorgio Pagano, Segretario dell’Era Onlus, messo di fronte alla preoccupante notizia che arriva dalla penisola greca.

 

«Stiamo assistendo a un ritorno al passato, invece che al gettito delle basi per il futuro. Si torna indietro, si ledono i diritti fondamentali di un popolo e, anziché pensare alla creazione di un’Eurovisione che sia più un’Eurotelevisione, si  uccide il mezzo che, tra gli altri, garantisce la libertà di quel popolo» continua Pagano.

 

«Mi auguro che il caso greco resti isolato e che soprattutto si faccia marcia indietro. Nel frattempo esprimo la mia solidarietà ai greci e appoggio sicuramente tutte le manifestazione nei confronti del governo greco. La protesta contro chi si affilia sempre di più ai colonizzatori, utilizzando qualunque mezzo che spazzi via i diritti fondamentali di un popolo, deve farsi sentire ed ascoltare prima che sia troppo tardi» conclude il dirigente radicale.




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