"Grammatica di Stato"

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Il Senato discute la “grammatica di Stato”

da La Nazione,19/3/2003

Avremo presto una grammatica ufficiale della lingua italiana, con tanto di approvazione da parte del presidente del Consiglio? Un testo che stabilira’ una volta per tutte se si deve scrivere “ciliegie” “ciliege”, “pomodori” “pomidoro”, “obiettivo” o “obbiettivo”, quando usare l’indicativo e quando il congiuntivo o come fare la concordanza dei tempi? Sembra di si’, visto che la commissione Affari Costituzionali del Senato sta par approvare un disegno di legge che prevede proprio questo.

Il ddl, presentato dal presidente della commissione, il senatore di Forza Italia Andrea Pastore, istituisce a Palazzo Chigi il Consiglio superiore della lingua italiana. Ne faranno parte il presidente del consiglio, i ministri dell’Istruzione e dei Beni culturali, un segretario nominato dal premier e due studiosi in rappresentanza dell’Accademia della Crusca e della Societa’ Dante Alighieri.

Tra i compiti del futuro organismo, quello di mettere a punto una grammatica “ufficiale” della lingua italiana e un “dizionario dell’uso da mantenere in costante aggiornamento”. Su quell’aggettivo ,“ufficiale”, si sono appuntate le critiche di tanti studiosi ascoltati dalla commissione. In tanti hanno storto il naso di fronte a una grammatica “di Stato”, visto che, hanno argomentato, la lingua vive e si trasforma nell’uso quotidiano e non si lascia facilmente ingabbiare da un’autorita’ ministeriale.

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