Governo/ Sui negoziati il nodo dei vincoli Ue

Posted on in Europa e oltre 13 vedi

Da aprile discussione comune su bilanci e misure economiche

Bruxelles, 3 mar. Nel dibattito politico sulle misure che potrebbero essere proposte dal prossimo governo, o che sarebbero necessarie per farlo nascere, si parla poco delle compatibilità europee e del famoso 'vincolo esterno', costituito dagli impegni sottoscritti dall'Italia come membro dell'Ue e dell'Eurozona. Eppure, da aprile comincerà un percorso a tappe obbligate che comporterà decisioni e risposte, attese da Bruxelles, dagli altri partner comunitari e anche dalla Bce, a cui l'Italia non potrà sottrarsi, e che solo in parte potrebbero venire da un un governo in carica solo per gli affari correnti, qual è oggi il governo Monti.

E' un percorso che prevede la discussione comune a Bruxelles della tenuta di bilancio e delle politiche economiche dell'Italia (come di qualunque altro Stato membro dell'Eurozona), con il 'Semestre europeo' e con le raccomandazioni specifiche per Paese ("Country-specific Recommendations", Csr) che saranno proposte dalla Commissione e approvate dal Consiglio Ecofin prima della pausa estiva.

Va ricordato che, oltre al rafforzamento del Patto di stabilità operato nel 2011 con il cosiddetto 'Six Pack'(poi in gran parte ripreso dal trattato 'Fiscal Compact'), che prevede sanzioni più facili e procedure 'semi-automatiche' per i Paesi inadempienti, il rispetto degli impegni presi a Bruxelles con questo complesso di procedure è essenziale soprattutto per l'Italia e la Spagna per poter usufruire dello 'Scudo anti-spread' della Bce (l'acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario) in caso di attacchi da parte dei mercati, come quelli sperimentati nell'estate-autunno 2011 che portarono alla caduta del governo Berlusconi.

In aprile inoltre, come ha ricordato la Commissione europea venerdì scorso, Eurostat (l'Ufficio statistico dell'Ue) fornirà i dati definitivi sui conti pubblici nei Ventisette, e si vedrà se saranno confermate le previsioni economiche di febbraio dell'Esecutivo comunitario, che per l'Italia prevedono un altro anno di recessione nel 2013 (Pil -1%) dopo un 2012 disastroso (-2,2%). A parte la crescita, prevista in debole ripresa solo nel 2014 (+0,8%), e i nuovi record attesi purtroppo per la disoccupazione, i dati sui conti pubblici sono piuttosto positivi: confermano per quest'anno un bilancio "ampiamente in pareggio in termini strutturali", e comunque sotto la barra del 3% del Pil in termini nominali (-2,1%), dopo aver raggiunto già nel 2012 quota -2,9%.

(da http://www.ilmondo.it, 03/03/2013)




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.