Globali e solidali al via la Carta europea

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13/09/2004, La Repubblica, pag. 4

“GLOBALI E SOLIDALI” AL VIA LA CARTA EUROPEA

Di Alberto Mattone
ROMA-«L'Europa assuma il ruolo che le spetta sul piano internazionale. Accolga subito la Turchia tra i propri membri e dialoghi con l'Islam moderato. L'impegno delle due volontarie italiane rapite dimostra che l'Occidente non è nemico dei musulmani». È un'altra idea di America, quella che Howard Dean porta con sé a Roma. L'ex candidato alle Primarie dei Democratici aderisce allasfida lanciata nella seconda edizione della Giornata dell'Interdipendenza, promossa da intellettuali, politici, imprenditori e uomini di religione che credono nel multilateralismo e nella collaborazione trai popoli.
Il convegno, organizzato dal politologo americano Bejamin Barber, dal Comune di Roma, da associazioni e movimenti cattolici, celebra l'anniversario dell'attentato alle Torri e tenta di riannodare i fili di una globalizzazione solidale. «La guerra in Iraq è stata un errore – ragiona Dean all'Auditorium – e costerà il posto a Bush. Il terrorismo si combatte anche aiutando i paesi in via di sviluppo». «Da sola – scrive in un messaggio Kofi Annan, segretario generale dell'Onu – nessuna nazione è in grado di proteggere se stessa dai pericoli che la minacciano dall'esterno». C' è una comunità di destino che ci legatutti, secondo il sindaco di Roma. «Il terrorismo – spiega Veltroni- si combatte con la politica e il dialogo».
Economia, ambiente, cultura: nel mondo globalizzato tutto s'intreccia. “Il nostro futuro – riflette Carlo De Benedetti-la nostra sicurezza dipendono da quale variante del credo islamico viene insegnata in questo momento ai bambini nella madrassa di una città pakistana. Che potrebbe sfornare un'altra generazione che ci odia, che è disposta ad immolarsi per uccidere noi e le nostre famiglie”. «Il livello di coscienza dell'interdipendenza cresce di giorno in giorno», anche »la nostra salute e quindi la nostra vita-prosegue l'Ingegnere – dipendono da scelte economiche e tecnologiche compiute molto lontano da noi». Per esempio, «le polveri tossiche emesse dagli altiforni della Cina centrale vengono respirate dagli abitanti di Boston». E non è indifferente nemmeno cosa succede in America. «Gli Stati Uniti sono diventati il poliziotto mondiale che interviene anche a dettare il cambiamento di regime in altri Stati. Perché allora – si chiede De Benedetti – il presidente Usa deve essere eletto solo dai cittadini americani?». «Il tabù dell'impero – aggiunge – impedisce agli statunitensi di aprire gli occhi davanti a questa realtà: meno della metà degli aventi diritto al voto in un paese di280 milioni di abitanti, elegge ogni quattro anni un uomo che influenza la vita degli indiani, dei messicani e degli italiani tanto quanto i loro rispettivi governi». In un mondo sempre più globalizzato, dunque, «la teoria dello scontro di civiltà è un alibi per i pigri e i paurosi, ed è utile ai violenti», interviene Andrea Riccardi. «O vivremo insieme o moriremo insieme- spiega il fondatore della Comunità di Sant'Egidio – Un piccolo numero di uomini può destabilizzare il mondo con le armi, e questa è la storia del terrorismo. Ma è anche vero che tutti possono lavorare per la pace». La Carta europea per l'Interdipendenza, firmata dai partecipanti e consegnata ieri sera a Romano Prodi, promuove questa nuova governance delle relazioni umane. «Adesso sappiamo qual è la via daseguire – chiudeProdi- unità nelladiversità, dialogo tra le culture, messa in comune delle risorse».

Questo messaggio è stato modificato da: martina.zeppieri, 14 Set 2004 – 20:00 [addsig]




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