GLI ITALIANI SONO I MENO INDEBITATI DI "EUROLANDIA"

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LA BCE: GLI ITALIANI SONO I MENO INDEBITATI DI EUROLANDIA
di ROSSELLA LAMA
ROMA (Il Messaggero)


Tra tutti i cittadini
di Eurolandia gli italiani sono i
meno indebitati per l`acquisto
della casa. I dati del Bollettino
della Bce dicono che i mutui
contratti per l`acquisto di immobili
non superano il 17,2%
del prodotto interno, ampiamente
al di sotto della media
Ue con la sola eccezione della
Slovenia che è ferma al 7,7%.
Questo fa sì che l`Italia sia meno
esposta degli altri nell`eventualità
dello scoppio di una bolla
immobiliare. «La consistenza
del debito impiegato per l`acquisto
degli immobili residenziali
può essere vista in prima
approssimazione come un indicatore
dell`intensità con cui gli
shock dei prezzi delle abitazioni
possono trasmettersi all`economia»,
rileva la Bce.

L`esperienza americana insegna.
La crisi finanziaria innescata
epoi alimentata dalla drastica
riduzione dei prezzi delle case sta avendo effetti in tutto il
mondo. La banca centrale del1`curo
tiene quindi sotto stretta
osservazione questo settore,
che più di altri, per l`ampiezza
della platea che coinvolge, influenza
lo stato generale di salute
di ogni paese, e dell`economia
globale.

Nelle pieghe del Bollettino
c`è anche un altro dato che ci
dice che nel nostro paese il
mercato immobiliare è più stabile
che in altri, quindi meno
esposto alle conseguenze delle
montagne russe dei prezzi. I
dati per l`Italia si fermano al
2004, comunque nei dieci anni
tra il 1997 e il 2007 in Italia le
case sono cresciute mediamente
del 5%, meno della media di
Eurolandia, e molto lontano
dal +10% che si è registrato in
Spagna e dall`8% della Francia.

Ci confermiamo invece allineati
alla media Ue per quanto
riguarda la quota di abitazioni
occupate dai proprietari: il
72 % delle persone abita nella
casa di proprietà, mentre i valori
europei vanno dal minimo
del 44% della Germania al massimo
dell` 8 3% della Spagna. Anche
il rapporto fra ammontare
del prestito e valore dell`immobile,
in Italia pari all`80%, è
sostanzialmente in linea con
quello degli altri Paesi, ad eccezione
del picco del 112% dei
Paesi Bassi e del 60% della
Grecia.

Quello per l`acquisto della
casa è solo una parte dei debiti
privati contratti dalle famiglie.
Ma anche nel dato generale gli
italiani sono molto meno in
rosso. Nel 2007 il loro debito
totale era pari al 30% del Pil, un
terzo delle famiglie tedesche e
quasi un quinto di quelle inglesi.

I mercati finanziari stanno
metabolizzando la bufera dell`est.ateedell`autunno,
ma sono ancora ben lontani dalla norma-
lità. Le ricadute sull`economia
reale sono pesanti, e i previsori
continuano a tagliare le stime
per il 2009. Mercoledì prossimo
il Fondo monetario internazionale
abbatterà le sue, fin
quasi a dimezzarle. A novembre
aveva già ridotto al 2,2% il
tasso di crescita globale previsto
per quest`anno. A meno di
tre mesi di distanza quella previsione
si rivela troppo ottimistica.
«Saranno riviste all`1-1,5%,
che è molto», ha anticipato
ieri Bertuch-Samuels,
numero due del dipartimento
monetario e dei mercati finanziari
dell`Fmi. «Le prospettive
economiche globali si sono deteriorate,
la fiducia di consumatori
e imprese è scesa a livelli
che non avevamo visto da decenni,
e anche l`attività è dimuita
seccamente». Anche le economie
emergenti come India e
Cina stanno accusando la crisi
peggio del previsto. E non è
detto che queste nuove previsioni
non pecchino ancora di ottimismo.

[addsig]




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