Gli indipendentisti liguri vogliono l’esperanto come lingua europea

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Il Giornale, Sabato 24 agosto 2002

LA PROPOSTA

Gli indipendentisti liguri vogliono l’esperanto come lingua europea

«English mother tongue» è scritto su troppi annunci di richiesta di personale da parte di organismi europei, ha segnalato l’agenzia di stampa degli esperantisti Disvastigo al mediatore europeo jacob Soderman. «Nei prossimi 100 anni il 90 per cento delle lingue nel mondo saranno scomparse o quasi e sarà una catastrofe culturale» ha decretato recentemente a Bruxelles il III congresso della federazione europea dei partiti dei Verdi. «Ritengo che il progresso dell’esperanto sarebbe un potente fattore di armonia e comprensione tra i popoli» ha persino risposto Jacques Chirac al rappresentante della federazione esperantista francese Vincent Charlot che gli chiedeva di esprimersi in merito. Ce n’è abbastanza perché il Movimento indipendentista ligure, e chi se no, colga al balzo la palla dell’ennesima battaglia: dire basta «alla lingua inglese colonizzatrice e discriminatoria» e abbracciare l’esperanto «come lingua universale e neutrale» con le parole del segretario Franco Bampi. Il tutto per salvaguardare anche e soprattutto le «piccole lingue locali», vedi il genovese. E allora, quale occasione migliore de1 2004, quando Genova sarà capitale europea della cultura? Messa così, la proposta che il Mil fa al sindaco Giuseppe Pericu sembra impossibile da bocciare: far diventare la Superba, proprio nel 2004, anche capitale mondiale dell’esperanto. Con un grande congresso internazionale su questa lingua che già prevede corsi universitari, congressi in ogni parte del mondo e che a quanto pare è da 5 a 15 volte più facile da apprendere di altre lingue, come dire che un anno sui libri di esperanto equivale a 10 anni su quelli d’inglese. Del resto la lingua «di tutti proprio perché di nessuno», l’oculista polacco Lejzer Ludovic Ztmenhof la ideò nel 1887 proprio in nome della democrazia e del pluralismo linguistico. Adesso, auspica Bampi, «Genova può dare un segnale di grande civiltà culturale, storica e giuridica, ospitando un congresso sulla lingua non colonizzatrice dell’umanità», Perché l’inglese non soppianti le lingue europee come il latino ha fatto con l’etrusco. Parola di indipendentista.

[PSet] (Paola Setti)

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