GLI EUROPEI IGNORANO L’EUROPA

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IL SOLE 24 ORE pag. 3
«Gli europei ignorano l'Europa»
PARIGI ∎ Jean-François Revel, il grande filosofo francese, è affaticato. Dice che dare un'intervista è contrario alla Carta dei diritti umani, perché in qualche modo estorce il pensiero di qualcuno. A parte la battuta, simpatica ma che mette in imbarazzo l'interlocutore, Revel dice che l'Europa ha un futuro e che la Costituzione è perfettibile, ma sostanzialmente buona. Bisogna però rimboccarsi le maniche e iniziare a fare un'opera pedagogica in profondità per spiegare agli europei l'Europa e farla assimilare.
Monsieur Revel, che cosa pensa delle recenti elezioni?
Credo che l'astensione così alta sia dovuta al fatto che l'insieme dell'opinione pubblica europea non ha ancora capito che cosa sia e a che cosa serva un'Europa unita e allargata. La stragrande maggioranza dei cittadini immagina le istituzioni di Bruxelles complicate, non distingue ad esempio il Consiglio dalla Commissione. Non sa, ignora. Non c'è stata una sufficiente informazione, né una democratica educazione civica.
E allora?
Bisogna spiegare, ad esempio, che la vita quotidiana è oggi regolata nella maggior parte dei casi da leggi emanate dall'Europa e non già da leggi nazionali. Bisogna spiegare che l'Europa avanza, è sotto ai nostri occhi, ma non ce ne accorgiamo.
E’ dunque ottimista sulla costruzione europea?
Sono ottimista per quanto riguarda l'economia, il sociale e la moneta. Il discorso è diverso invece in altri campi. Mi domando infatti quando l'Europa riuscirà a diventare una vera potenza diplomatica e strategica in grado di fare da contrappeso, ma non necessariamente in contrapposizione, agli Stati Uniti. Ci vorrebbero un potere centrale forte, un'unica diplomazia e una difesa. Ma per il momento questo disegno non è seguito dai fatti.
E sul fronte sociale?
Non c'è alcun problema. Tutti i più importanti Paesi europei dispongono infatti di sistemi di protezione sociale rodati. Si tratta di un tema ideologico, caro alla sinistra e in particolare a quella francese.Nulla di più.
A proposito di Francia, come analizza e come vive questa rinascita dell'asse franco-tedesco?
Si dà l'impressione che l’Europa debba essere governata da Francia e Germania. Mentre non è così. Tutti i Paesi sono uguali, anche se le potenzialità di crescita economica, di sviluppo demografico di alcuni sono ovviamente diverse da altri. Dico però che i fatti vanno dimostrati sul campo, senza creare degli assi privilegiati che anche Italia e Spagna potrebbero benissimo formare.
Veniamo alla Costituzione. Che giudizio ne dà?
Come ogni Costituzione che si rispetti, è ovviamente migliorabile ma nel suo insieme non è male.
E tutte le polemiche nate sull'inserimento o meno del riferimento alle radici cristiane dell'Europa?
E’ un dibattito inutile e sterile, perché nessuno mette in dubbio le radici cristiane della nostra cultura, del nostro pensiero filosofico, della nostra arte e della nostra letteratura, anche se c'è una distinzione da fare. Da un preciso momento in avanti il pensiero degli europei ha conquistato una completa libertà intellettuale dalla religione. Ed è proprio questa una delle principali caratteristiche dell'Europa: la rapidità con cui il diritto di riflessione filosofico ha acquisito questa sua indipendenza.
Pensiero filosofico che è anche pensiero politico. Che non è affatto uniforme
in Europa, come è stato nel caso delle diverse posizioni nei riguardi della guerra in Irak.
Credo che tutto sia nato dal fatto che l'antiamericanismo di molti Paesi europei,e
della Francia in particolare, abbia fatto dimenticare il fatto che il rovesciamento di. Saddam Hussein, un assassino e un dittatore, da parte degli Stati Uniti non è stata affatto una cattiva scelta. Anche se da parte degli americani c'è stata forse della goffaggine nel
come sono state gestite le operazioni. Aggiungo che gli Usa hanno avuto il merito di farci capire che il mondo musulmano può evolvere positivamente solo con la democrazia.
Pensa che il mondo occidentale abbia finalmente superato le sue divisioni interne?
Mi sembra che l'unità sia indispensabile per lottare efficacemente contro il terrorismo che si nutre della mancanza di democrazia. Per questo dico che la Francia e i suoi alleati. mettendosi contro gli Usa. hanno perso di vista l'essenziale del problema: ribaltare Saddam per ristabilire la democrazia.
Di MICHELE CALCATERRA

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