Gli Europei e le lingue, luci e ombre

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Eurobarometro

Gli Europei e le lingue, luci e ombre

Il web ha contribuito in larga parte a diffondere l’uso delle lingue straniere tra i cittadini europei: il dato emerge dall’Eurobarometro pubblicato dalla Commissione europea sul multilinguismo. Rispetto al 2005, anno di pubblicazione del precedente sondaggio, il numero di europei che usano regolarmente le lingue straniere su Internet è aumentato di 10 punti percentuali, dal 26% al 36%. In Europa, evidenzia l’Eurobarometro, la madrelingua più parlata è il tedesco (16%), seguita dall’italiano e dall’inglese (13% ciascuna), dal francese (12%) e dallo spagnolo e dal polacco (8% ciascuna). A livello nazionale l’inglese è la lingua straniera più parlata in 19 dei 25 Stati in cui non è lingua ufficiale. L’Italia, anche se migliora in alcuni fronti, è ancora fra i paesi con la più bassa percentuale di intervistati in grado di parlare una lingua straniera: Ungheria (65%), Italia (62%), Regno Unito e Portogallo (61%) e Irlanda (60%).
L’indagine Eurobarometro sugli atteggiamenti dei cittadini europei verso il multilinguismo evidenzia che quasi nove cittadini dell’UE su dieci ritengono che la capacità di parlare lingue straniere sia estremamente utile e il 98% afferma che la padronanza delle lingue sarà positiva per il futuro dei loro figli. Gli europei ritengono (77%) che il multilinguismo dovrebbe rappresentare una priorità politica. Allo stesso tempo, il numero di cittadini europei che affermano di essere in grado di comunicare in una lingua stranierà è calato passando dal 56% al 54%.
Per Androulla Vassiliou, Commissario europeo responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, l’indagine “indica che il multilinguismo e l’apprendimento delle lingue contano molto per i cittadini e di questo non possiamo che rallegrarci. Dobbiamo però fare di più per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue”.
(Da mondointasca.org, 22/6/2012).




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