Gli Esteri fanno chiudere una delle due sezioni della scuola italiana ad Atene

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Scuola, Atene chiede aiuto all’Italia che però risponde picche

Il ministero degli Esteri italiano fa chiudere una delle due sezioni della scuola italiana nella capitale ellenica per mancanza di studenti. Un’associazione privata ha tentato un salvataggio proponendo di accollarsi una parte dei costi. Ma non c’è stato nulla da fare.

Il ministero degli Esteri italiano ad aprile scorso ha chiuso la sezione greca della scuola italiana di Atene. A causa della crisi economica greca, il numero degli studenti era da tempo in costante diminuzione (ormai ridotti a una settantina per le classi di liceo).

Attiva dal 1957, la scuola è una delle più antiche istituzioni straniere senza scopo di lucro. L’istituto è diviso in due parti, la sezione greca (ginnasio/liceo) e quella italiana (elementare e liceo), che seguono lo stesso curriculum dei rispettivi paesi, ma che sono state sempre in stretto contatto nell’organizzazione di attività finalizzate a creare momenti di dialogo culturale e religioso.

In questa scuola hanno studiato migliaia di studenti greci che dopo la laurea eccellevano in ambito scientifico e culturale. Nel corso della sua storia l’istituto ha formato politici, parlamentari, giornalisti, medici, architetti, giudici, avvocati, economisti, professori universitari e artisti.

L’edificio dove ha la sede la scuola appartiene al Vaticano e l’affitto viene pagato dall’Italia. L’annuncio improvviso della chiusura della sezione greca ha causato notevoli disagi, cogliendo di sorpresa tanto studenti e genitori, quanto gli insegnanti. Una parte di docenti e del personale amministrativo è a rischio disoccupazione, ha spiegato all”Espresso il direttore del Ginnasio della Scuola Italiana e vice presidente dell’Associazione Alumni, Styliani Stathopoulou.

Il club dei laureati della scuola italiana (S.A.I.S.A) ha tentato un salvataggio, chiedendo di riaprire la sezione e proponendosi di pagare l’affitto di 4.000 euro al mese. A tale scopo ha costituto una società senza scopo di lucro che potesse assumersi l’onore organizzativo, economico ed educativo riguardante la gestione della sezione greca.

L’associazione si è riunita il 6 aprile con il dirigente scolastico Emilio Luzi per valutare la fattibilità del progetto. Un avvocato ha redatto lo statuto di organizzazione della società senza scopo di lucro che dovrebbe farsi carico dell’organizzazione didattica e gestione amministrativa (con i relativi effetti civili e penali) della sezione greca. Contemporaneamente è stato condotto uno studio economico sulla sostenibilità dei costi per la scuola con un numero inferiore di studenti e basato sulla riduzione dei costi di esercizio previsti dalla legislazione greca vigente.

E’ stato anche messo a punto un curriculum formativo con una maggiore presenza dell’insegnamento della lingua italiana.

Il 20 Aprile il Saisa ha consegnato lo statuto dell’associazione, lo studio economico e il progetto educativo ai rappresentanti del ministero degli Esteri italiano in Grecia e ai rappresentanti dell’ambasciata italiana.

Tra le altre cose lo studio riporta che la neocostituita associazione si offriva di pagare 4.000 euro di affitto al mese (48.000 all’anno) per la concessione di utilizzo dello spazio.

La risposta del ministero degli Esteri italiano, datata 18 maggio, ha fatto gelare gli entusiasmi: nel documento si risponde con un ‘no’ alla proposta greca perché mancherebbero i presupposti di sostenibilità economica.

CHRISTOS MAZANIS, L’Espresso 09 luglio 2015



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