Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni

Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni
«I popoli indigeni nel mondo hanno conservato gran parte della storia culturale dell’umanità. Essi parlano la maggior parte delle lingue del mondo e hanno ereditato e trasmesso un bagaglio di conoscenze, forme artistiche, tradizioni culturali e religiose. In questa Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni rinnoviamo il nostro impegno in favore del loro interesse». Con queste parole il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon ha ricordato le celebrazioni per la giornata dedicata ogni anno alle popolazioni indigene, cui appartengono secondo alcune stime 370 milioni di persone sparse in tutti i continenti.
Pur ricordando i passi avanti fatti in loro difesa, Ban Ki-moon ha sottolineato diverse problematiche ancora da affrontare: «I popoli indigeni sono ancora vittime del razzismo, delle cattive condizioni di salute e della povertà estrema. In molte società le loro lingue, religioni e tradizioni culturali sono stigmatizzate ed esecrate».
Pubblicato lo scorso gennaio, il primo rapporto in assoluto delle Nazioni Unite sullo stato dei popoli indigeni ha mostrato statistiche allarmanti. In alcuni Paesi sono 600 volte più esposti al rischio di contrarre la tubercolosi rispetto al resto della popolazione. In altri invece un indigeno muore 20 anni prima rispetto a un suo compatriota non indigeno.
Sul contributo che queste popolazioni possono dare allo sviluppo umano, si è soffermata Antonella Cordone, coordinatrice delle questioni indigene e tribali per il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo: «I popoli indigeni sono custodi e gestori delle nostre risorse naturali. Nel corso dei secoli hanno imparato ad adattarsi alle nuove sfide ambientali e hanno una memoria ancestrale unica che può aiutare a trovare risposte al cambiamento climatico».
La Giornata si è celebrata ieri, in concomitanza con l’anniversario della Convenzione 169 dell’Organizzazione internazionale del lavoro, l’unica legislazione che riconosce e protegge i diritti territoriali delle comunità native e tribali, siglata però da appena una ventina di Paesi.
Anche Slow Food riconosce il ruolo fondamentale della popolazioni indigene, portatrici di identità culturali e linguistiche. E proprio la quarta edizione di Terra Madre (a Torino dal 21 al 25 Ottobre) sarà incentrata sulla salvaguardia delle etnie, delle lingue autoctone, sulla valorizzazione dei valori dell’oralità e della memoria. I protagonisti della giornata di apertura rappresenteranno alcune tra le più significative comunità indigene del mondo (americane, asiatiche, africane ed europee) e i discorsi della cerimonia saranno pronunciati nella loro lingua madre.
Luca Bernardini, Slowfood
10/08/2010 – Sloweb




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