Giornata Internazionale contro il razzismo e la xenofobia

Mundo: Giornata Internazionale contro il razzismo e la xenofobia.(Di: Carlos Miguélez, giornalista ccs@solidarios.org.es) Adital 19 marzo.- L’umanità, unica razza.Il Primo Ministro australiano ha chiesto scusa, in nome del Governo, agli aborigeni per la colonizzazione bianca. L’Australia occupa il terzo posto nella lista per lo sviluppo umano dell’ONU, dopo Islanda e Norvegia, con un reddito procapite superiore a quello della Germania. Nonostante i quasi 500.000 aborigeni che vivono nel paese, abbiano un’aspettativa di vita minore di 17 anni rispetto alla media nazionale, soffrono un alto indice di disoccupazione, alcolismo e violenza.Qualcosa di molto diverso succede negli Stati Uniti, dove il candidato di colore Barak Obama ha messo da parte il suo pastore Jeremiah Wright come consigliere della sua campagna a causa dei suoi sermoni “infuocati”che si scagliano contro il Governo nordamericano, tra le altre cose, per il suo razzismo storico dentro e fuori dal paese.“Questo paese si fonda,ed è tuttora retto, su un principio razzista”, ha detto in un sermone. È probabile che Obama si sia distaccato da Wright in politica, per conservare i voti della popolazione bianca che gli erano costati tanta fatica e che forse non è preparata a riconoscere un passato storico di cui si parla poco in famiglia, nelle scuole, nelle università e nei mezzi di comunicazione.Qualcosa non funziona in una società che mette dietro le sbarre un uomo di colore su nove e un latinoamericano su trenta con età tra i 20 e i 34 anni. Questo governo statunitense che mette sullo stesso piano immigrazione e differenza etnica con la criminalità, e pretende frenare l’immigrazione dal Messico e dal Centro America con un muro di migliaia di chilometri mentre studia formule per far sì che immigrati illegali non siano considerati “persone giuridiche”.L’ambiente del “politicamente corretto”e gli eufemismi per non ferire le sensibilità razziali, così come i programmi di discriminazione positiva, non potranno mai sostituire un vero riconoscimento delle persone provenienti da minoranze etniche come soggetti di Diritto e non come uomini oggetti da aiutare.Che il discorso di un pastore alzi tante polemiche nel XXI secolo, fa vedere fino a che punto è tabù la storia della schiavitù che affonda nel razzismo. Lascia anche vedere l’oblio storico a cui sono sottomessi i gli indiani nordamericani che sono solo appena menzionati durante i periodi elettorali, i cui antenati sono sopravvissuti a uno sterminio sul quale si costruì una nazione.Questo mito della superiorità bianca sulle altre razze, è stata la chiave delle grandi potenze di tutto il mondo per la conquista attraverso le tre C: Civilizzare, Cristianizzare e Commercializzare, o ciò che Serge Latouche denomina “l’imperialismo delle tre M- Militari, Mercanti e Missionari” nella sua opera “La Planète uniforme”A questa uniformità si riferisce José Vidal-Beneyto nel suo articolo “Capitalismo senza limiti” in cui segnala i Tuareg, i Pigmei, i Lapponi, gli Inuit, gli Esquimesi, gli aborigeni australiani o Malesiani come popoli in ritardo nella galoppata verso il capitalismo neoliberale.“Gli uni e gli altri sottomessi a un processo di distruzione culturale che abbiamo chiamato deculturamento,destinati irrimediabilmente all’estinzione e la cui unica salvezza possibile era la trasfusione occidentale”, dice il pensatore spagnolo.Popoli come i Lacandoni della selva del Chiapas in Messico resistono a questa distruzione culturale capeggiata da progetti come l’ ALCA (Area di libero Commercio delle Americhe), che spingono e allontanano gli indigeni dalle loro terre affinché si possa mettere in moto la costruzione di reti idroelettriche, autostrade, oleodotti e, soprattutto, per l’estrazione delle ricchezze acquifere e petrolifere che ci sono in Chiapas. In questo Stato sud messicano convivono varie culture maya con lingua e cultura propria che dovranno scegliere di “integrarsi” e estinguersi se non si rivendicano i loro diritti culturali. Finchè l’umanità non impara le lezioni della Storia, sarà condannata a ripetere stermini e schiavitù che si basano sui principi di razze superiori che approfittano per abbattere, conquistare e dominare in nome di dei o di credenze superiori.Queste differenze continueranno a dividere il mondo, i continenti, i paesi e i popoli tra, coloro che possono accedere e quelli che non possono farlo per il fatto di avere caratteristiche fisiche diverse che, in realtà, sono adattamenti al loro ambiente naturale. Le altre differenze-culturali, sociali e educative- dovranno essere abordate dai governi responsabili con il genere umano. superiori.Queste differenze continueranno a dividere il mondo, i continenti, i paesi e i popoli tra coloro che possono accedere e quelli che non possono farlo per il fatto di avere caratteristiche fisiche diverse che, in realtà, sono adattamenti al loro ambiente naturale. Le altre differenze-culturali, sociali e educative- dovranno essere abordate dai governi responsabili con il genere umano.

Questo messaggio è stato modificato da: elisapiccolo, 26 Mar 2008 – 02:16 [addsig]




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