Giorgio Pagano denuncia al Direttore del NYT le menzogne di Azzone rilasciate all’International Herald Tribune.

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Giorgio Pagano denuncia al Direttore del NYT le menzogne di Azzone rilasciate all’International Herald Tribune.

Il Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto scrive al Direttore del New York Times.

Ieri il Rettore Azzone, intervistato dall’International Herald Tribune, ha dichiarato, a proposito della scelta secessionista dalla lingua italiana in favore di quella inglese da parte del Politecnico da lui diretto, che “Nessuno, nemmeno i più critici, mette in discussione che questo cambiamento sarà positivo per i nostri studenti”.
«Niente di più falso» ha commentato nella lettera inviata al Direttore del gruppo NYT e al giornalista dell’IHT che lo ha intervistato il Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, organizzazione che da 25 anni si batte per i diritti linguistici nel mondo.
«Si sappia, invece, che sono ben 285 le firme di docenti e ricercatori che, in un pubblico Appello articolato in cinque punti, si sono invece dichiarati contrari a tale imposizione che mira a distruggere la libertà di insegnamento e apprendimento in Italia nella lingua italiana e a far scomparire la cultura scientifica italiana, riducendo l’Italia stessa a mera entità geografica senza un popolo con una propria lingua, discriminando linguisticamente docenti e studenti».

«Purtroppo – ha concluso la sua missiva Giorgio Pagano allegando l’Appello dei 285 – malgrado possa essere certo che darete informazione di questa mia lettera, com’è costume nei Paesi liberi come i vostri, sono altrettanto sicuro che, mentre per simili menzogne un Rettore di una qualsiasi vostra università sarebbe costretto alle dimissioni, il Rettore Azzone, in quest’Italia di persone senza personalità, nella patria del Diritto senza più diritti, rimarrà al suo posto».

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Al Magnifico Rettore e agli organi di Governo Politecnico di Milano

Appello a difesa della libertà di insegnamento

I sottoscritti, docenti e ricercatori del Politecnico di Milano

Premesso che:
1) Il Senato Accademico e il Consiglio di amministrazione, rispettivamente nelle sedute del
15.12.2011 e del 20.12.2011, hanno approvato le Linee strategiche di Ateneo 2012-2014;
2) A seguito di tale approvazione, nella seduta del 23.01.2012, il Senato Accademico ha deliberato le
prime azioni sull’internazionalizzazione dell’Ateneo, predisponendo le risorse per farvi fronte, al
fine di rendere obbligatorio – senza alternative – l’insegnamento nella lingua inglese di tutti i corsi
di Laurea magistrale, a partire dall’A.A. 2014;

Considerato che:
1) tali provvedimenti, nella parte in cui impongono l’uso esclusivo della lingua inglese per
l’erogazione dei corsi di laurea magistrali, comprimendo la libertà di scelta di docenti e studenti e
il pluralismo dell’offerta formativa, appaiono in palese contrasto con l’art. 33 della Costituzione, a
tenore del quale “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”;
2) essi risultano altresì lesivi del fondamentale principio di uguaglianza, di cui all’art. 3 della
Costituzione, nella misura in cui introducono surrettiziamente un criterio di discriminazione su
base linguistica, con effetti sicuri, anche se non del tutto prevedibili e governabili, sulle carriere del
personale docente e su quelle degli studenti;
3) sotto diverso ma non meno importante profilo, le delibere in oggetto sono, all’evidenza, illegittime
per violazione dell’art. 271 del r.d. del 31 agosto 1933 n. 1592, il quale dispone che “la lingua
italiana è lingua ufficiale dell’insegnamento e degli esami in tutti gli stabilimenti universitari”. Tale
norma, pur a fronte delle molteplici riforme che hanno interessato l’Università e che hanno
certamente portato al superamento di molte delle disposizioni ivi contenute, non è mai stata
abrogata ed è certamente norma ancora oggi vigente – e, anzi, rafforzata – dalle molte riforme
dell’università sopravvenute, con le quali si prevede che la conoscenza della lingua italiana sia
presupposto indefettibile per l’accesso all’università e per l’ottenimento di qualsivoglia titolo
universitario (così il d.m. 270/04);
4) le delibere contestate finirebbero per stravolgere il senso dell’art. 2, comma 2, lett. l) della legge
240/10, il quale, nel promuovere l’internazionalizzazione dell’Università, mira a promuovere
l’integrazione fra le culture – e non ad imporne una, peraltro non la propria, a scapito delle altre – e
non a comprimere ma ad ampliare l’offerta formativa;
5) né sembra condivisibile l’idea che ciò sia fatto in nome della qualità e dell’eccellenza, essendo, al
contrario, evidente che l’insegnamento nella lingua madre – e talora l’italiano e non l’inglese è
madre non solo dei docenti ma anche della materia insegnata – sia di qualità superiore, per ovvie
ragioni, di quello impartito in una lingua diversa;
Per tutte queste ragioni, i sottoscritti docenti del Politecnico di Milano
invitano
codesta Amministrazione a non dare ulteriore seguito alle delibere adottate e, previa sospensione
dell’efficacia delle stesse, a revocarle in parte qua.
Con riserva, in mancanza, di tutelare i propri diritti e interessi presso le competenti sedi.

Milano, 25 aprile 2012

Segue l’elenco dei 285 docenti e dei ricercatori firmatari




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