Giallo nei cieli, la beffa di Snowden, gli Usa accusano Mosca e la Cina. La talpa del Datagate non sale sul volo previsto. Assange: È al sicuro

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Giallo nei cieli, la beffa di Snowden, gli Usa accusano Mosca e la Cina. La talpa del Datagate non sale sul volo previsto. Assange: "È al sicuro"

DAL CORRISPONDENTE NICOLA LONIBARDOZZI

MOSCA – La Talpa ha beffato tutti. Nessuno sa più dove sia finito Edward Snowden, l`ex analista dell`Nsa che ha svelato il sistema segreto di controllo di milioni di cittadini, americani e non. C`è un solo indizio, pesante: il silenzio, molto irritante per Washington, delle fonti ufficiali russe. Al termine di una giornata di depistaggi, false notizie, e comunicati fuorvianti, il ricercato numero uno della intelligente statunitense, potrebbe ancora essere lì, in una microstanza dell`hotel in stile giapponese Capsule nel settore transiti del terminal E dell`aeroporto moscovita di Sheremetevo. «In salute e al sicuro», come afferma il suo protettore Julian Assange, il creatore di ‘WikiLeaks’. E probabilmente in amabile conversazione con agenti dell`Fsb, l`erede del Kgb sovietico, che non lo hanno mai mollato da domenica pomeriggio e che hanno tante domande da porgli. In ogni caso nella sua dacia di Novo-Oregovo a pochi minuti di elicottero dall`hotel Capsule, Vladimir Putin sta vivendo momenti di insolita soddisfazione dopo i mesi di tensione con gli Stati Uniti. Ha ascoltato senza un minimo accenno di reazione la violenta accusa del segretario di Stato J ohn Kerry che minacciava «gravissime conseguenze». Ha poi assistito a un graduale cambio di toni e al tentativo americano di portare in qualche modo in porto il risultato. Prima un appello a consegnare Snowden in nome della «recente fruttuosa collaborazione nella lotta al terrorismo». Poi un brusco calo di pretese: «Almeno espelletelo». Infine un tentativo, ancora solo accennato e a bassi livelli gerarchici, di far parlare direttamente al telefono i due presidenti. Putin, che è uno che porta rancore e non dimentica i presunti sgarbi subiti, si è certamente divertito a far trapelare attraverso comunicati ufficiali che la «richiesta di estradizione americana viene valutata con grande attenzione». Salvo poi far aggiungere che «purtroppo Snowden, essendo passeggero in transito, non si trova ufficialmente sul suolo russo». A complicare le cose ci si mette, ovviamente, anche WikiLeaks e lo stesso Assange che annunciano possibili destinazioni sempre diverse per il loro protetto. La destinazione più probabile resta quella dell`Ecuador, paese che già protegge nella sua ambasciata dí Londra, proprio Assange. L`ambasciatore ecuadoregno, che ieri ha incontrato Snowden all`aeroporto, ha inoltrato al suo governo la richiesta di asilo fatta dal giovane analista e intanto gli ha fornito un documento da profugo politico che teoricamente potrebbe consentirgli la Iibera circolazione in giro per il mondo. Il problema è che Snowden non si fida e non ha tutti i torti. Ieri al momento della partenza del volo Aeroflot per Cuba che sembrava il suo primo scalo in direzione Ecuador, una radio russa, tanto per aumentare la tensione, ha parlato perfino di un rischio che l` aereo fosse abbattuto una volta entrato nei cieli statunitensi. Sul volo sono saliti solamente alcuni intraprendenti giornalisti russi e britannici che speravano nello scoop del secolo. Sono arrivati nella notte a Cuba dopo undici ore e mezza di maledizioni accanto alla poltroncina 17-A che secondo "informazioni sicure" avrebbe dovuto ospitare Snowden. Ma la Talpa non c`era. Del resto dall`Avana a Quito, capitale dell`Ecuador, ci sono solo due voli diretti alla settimana. Il prossimo è venerdì alle 2 del mattino. Gli altri fanno scali non consigliabili a Lima e Miami. Snowden dunque non ha fretta. E gli agenti segreti russi che lo ascoltano e proteggono, nemmeno. Il condizionale è assolutamente d`obbligo perché tutto resta vago e molto confuso. In serata Aleksej Venediktov, direttore di Radio Eco di Mosca, uno dei più autorevoli gornalisti russi. poneva addirittura una domanda paradossale: «Ma siamo sicuri che Snowden sia mai, venuto veramente a Mosca?». Meglio, molto meglio, di una spystory.

Da La Repubblica, 25/06/2013




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