Il genocidio inglese dell’istruzione italiana va finalmente alla Corte Costituzionale.

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Foto di Monia Chimienti

Giorgio Pagano con Guido Ceronetti

Pagano (Radicali, ERA): il genocidio anglofono dell’istruzione italiana va finalmente alla Corte Costituzionale.

Nemmeno 6 mesi fa ho fatto 50 giorni di sciopero della fame in auto davanti al MIUR per scongiurare il genocidio linguistico della Repubblica perpetrato proprio da coloro che, al Governo, avevano giurato fedeltà ad essa.

Non c’è stato niente da fare, e il ministro Giannini anziché incontrarmi ha preferito dirottarmi, a sorpresa, verso un suo Direttore e continuare a difendere in Consiglio di Stato gli assassini della cultura italiana del Politecnico di Milano, contro i quali l’Uomo Politecnico per eccellenza, Leonardo Da Vinci, chissà quale infernale macchina da guerra avrebbe scatenato contro.

Ieri il Consiglio di Stato ha deciso che l’inglesizzazione dell’istruzione italiana è ormai questione costituzionale. Bene. Ma intanto il Rettore Azzone è andato avanti e continuerà ad andare avanti discriminando, nella loro patria, gli studenti italiani che vorrebbero diventare ingegneri, architetti e disegnatori nella lingua della Costituzione Italiana.

Gli iscritti ad un corso di laurea specialistico o magistrale sono in media circa 12.800, considerando ad esempio, che un corso di laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni (disponibile quasi interamente in inglese) conta 26 esami distribuiti nel biennio, anche adottando un solo libro di testo per esame ad un costo medio di 20 euro, porta ad una perdita per l’editoria scientifica italiana di oltre 6 milioni e mezzo di Euro l’anno.

Inoltre Azzone sta impiegando tre milioni e 200mila euro per corrompere i vari dipartimenti del Politecnico ed indurli a passare dalla lingua italiana al solo inglese con l’obiettivo di esautorare interamente il sapere italiano. Mi chiedo cosa si direbbe se un tale impiego di fondi avvenisse nelle parrocchie italiane per indurre i fedeli ad abbracciare l’Islam.

Che differenza c’è tra i talebani che distruggono beni materiali (statue e moschee) e gli anglobani nostrani che distruggono beni immateriali come il sapere e la cultura in lingua italiana? Sicuramente il “restauro” dei beni immateriali richiederà più soldi e anni, auspico, quindi, che tale crimine contro l’umanità di lingua italiana trovi giusta sanzione per tutti coloro che ne sono stati fautori.

Allegato, in calce, l’Ordinanza del Consiglio di Stato

Ordinanza del Consiglio di Stato sul Politecnico di Milano




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