Gelmini, sempre più illiberale sulle lingue, aumenta la tassa inglese agli italiani.

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Dichiarazione di Giorgio Pagano

Per diventare insegnanti in Italia si deve sapere l’inglese. Se non lo si sa non si potrà fare l’insegnante italiano: è paradossale ma  è quanto emerge dalle nuove regole per insegnare in Italia presentate alla stampa della Ministra dell’istruzione. 
Per questo Governo ormai la lingua inglese è divenuta praticamente la seconda lingua di Stato ben più importante della stessa lingua degli italiani e figuriamoci se c’è posto per altre lingue straniere. 
Puoi avere competenze anche in cento lingue ma, per la Gelmini, se non sai l’inglese, in Italia non si potrà insegnare. 
Così gli italiani dovranno scucire ulteriori danari, anche per la delizia delle casse degli enti certificatori inglesi, portando il loro esborso procapite in favore dei linguamadre inglese ben oltre i 900 euro annui stimati dall’economista Lukàcs. Non solo: tutti dovranno impegnare almeno 12.000 ore del loro tempo per dover apprendere la lingua inglese mentre i lingua madre inglese avranno assicurati dal Governo Belusconi 12.000 ore di vantaggio sui nostri giovani.
In un’epoca dove “il tempo è danaro” è un vantaggio davvero niente male! 
Ecco come, in nome dello sviluppo, un paese si condanna all’intrapresa della via di sottosviluppo.

Roma, 11 settembre 2010




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