G8: L’Europa segua la Francia e si batta per l’indipendenza del continente

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Dichiarazione del Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, Giorgio Pagano

 

«La battaglia intrapresa dalla Francia per salvaguardare il mondo del cinema e dell’audiovisivo dai colossi di Hollywood e dallo strapotere statunitense dovrebbe spronare il nostro governo e quelli di tutti gli altri paesi europei a fare altrettanto e a battersi per impedire la penetrazione, già adesso spaventosa, della cultura degli anglo-americani nel nostro Paese e in Europa, a discapito della sopravvivenza della  nostra cultura e della nostra identità». Si apre così la dichiarazione del Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, Giorgio Pagano, sull’inizio dei lavori del G8 in Irlanda del Nord, dove questione principale è proprio il tanto citato accordo di libero scambio transatlantico UE-USA. Non a caso  – ricorda il Segretario dell’Era – attori e registi italiani del calibro di Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Tornatore e Gabriele Salvatores, insieme alla Rai, al gruppo privato Mediaset e a numerose associazioni, sindacati e imprese del settore, avevano lanciato martedì scorso un appello al capo del governo Enrico Letta affinché anche lui si muovesse a difesa dell’eccezione culturale».

«È indispensabile invece promuovere l’industria culturale europea  puntando sulle nuove tecnologie e soprattutto rilanciare il settore anche attraverso l’introduzione della lingua federale europea. Ciò che è accaduto con la cessazione del servizio televisivo pubblico greco, e con la soppressione dell’orchestra sinfonica nazionale poi, fa ben vedere quanto il controllo democratico federale sia ormai una necessità assoluta».

«Al di là del fronte culturale in sé – continua Pagano – una nuova tornata di liberalizzazioni, senza controllori e regole al di sopra delle parti, significa solo garantire un piano Marshall alla rovescia che alimenterebbe, di fatto, solo la ripresa statunitense e lo stringersi, sempre più forte,  delle mani del Gafma (Google, Apple, Facebook, Microsoft, Amazon) intorno al collo degli europei, passivi utenti/consumatori dei loro prodotti. Gulliver e addomesticati lillipuziani europei; un gigante, con multinazionali da far tremare tutti i continenti per la potenza commerciale raggiunta, di fronte a 27 bambini che nemmeno si parlano, se non nella lingua di Gulliver.

Da 68 anni gli americani sfruttano il Vecchio Continente a loro piacimento con la collaborazione e, nei casi migliori, la placida omertà dei governanti europei, timorosi persino di dire “Ah!” ad un qualsiasi presidente statunitense, dimenticandosi il fatto che rappresentano mezzo miliardo di eurocittadini. Quasi il doppio degli statunitensi».




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