Fornero ispira pure i programmi

Posted on in Politica e lingue 10 vedi

Le novità dei piani di studio messi a punto per le discipline economiche

Non è passata inosservata la riforma del lavoro del ministro Fornero e quelle dei suoi predecessori. E nemmeno quella della pensioni, sempre ministro Fornero e predecessori. Al concorso che il ministro dell’istruzione, università e ricerca, Francesco Profumo, ha bandito per assumere 11.542 insegnanti, il candidato di discipline economico – aziendali, classe A017, deve conoscere «le caratteristiche delle diverse tipologie dei rapporti di lavoro», a differenza dei programmi di concorso del 1998, un’era geologica fa, che richiedevano che il candidato conoscesse solo quelle «del rapporto di lavoro subordinato». È cambiato il mondo, infatti, e i lavoratori di oggi non sono più quelli di ieri, e insegnanti e studenti lo devono, rispettivamente, sapere e imparare.

Il concorrente edizione 2012 deve conoscere tutto anche sulla gestione della previdenza, contribuzione obbligatoria e fondi pensione, che il suo collega del 1998 nemmeno era tenuto a sapere che esistesse. Non solo. ed è un altro segno dei tempi, tempi di rigore e di tasse, il candidato di oggi deve avere dimestichezza con la gestione fiscale (imposte dirette, Iva, Irap e principali agevolazioni), sulla quale il collega di ieri non doveva dimostrare di avere neppure minimi rudimenti. Se il programma di discipline economico -aziendali è stato quasi interamente riscritto, togliendo parti di quello del 1998 e aggiungendone nuove, non così
è accaduto per le discipline giuridico – economiche, classe A019.

Le discipline economiche, infatti, transitano inalterate dai programmi del 1998 a quelli del 2012, qualche cambiamento subiscono invece quelle giuridiche: il candidato dovrà conoscere in più del collega del 1998 gli elementi che distinguono una sistema di civil law (paesi latini, principalmente) da quelli di common law (paesi anglosassoni), tutto sulla tutela della concorrenza, le autorità indipendenti, il raccordo dell’attività amministrativa dello stato con gli organismi comunitari e internazionali. Ma non dovrà sapere niente sul diritto della navigazione, sulla legislazione urbanistica e la tutela dell’ambiente, sulla legislazione turistico- alberghiera e dello spettacolo, che i programmi del 1998 elencavano tra gli argomenti da conoscere. Sparisce anche il riferimento alla legislazione scolastica, che è passata, almeno questa, nelle avvertenze generali e che quindi i candidati a posti di insegnamento in tutte le classi di concorso e gli ordini di scuola devono almeno sapere che c’è.

Dai programmi di tutte le classi di concorso sono sparite le parti riguardanti la concreta attività di insegnamento, due capitoli in cui si elencavano i principali elementi di didattica, di programmazione e di progettazione disciplinare. Il loro contenuto è confluito nelle avvertenze generali, che sul punto sono più generiche dei programmi del 1998, che individuavano invece specifici argomenti sui quali il candidato doveva dimostrare approfondita conoscenza (il problem solving, la scoperta guidata, l’analisi caso, l’indagine, il metodo dei progetti, i piani di lavoro, ecc.). In generale, fra tanti scontenti, soprattutto perché pochi sono i posti a disposizione, uno almeno, se fosse ancora vivo, non lo dovrebbe essere sul contenuto dei programmi del concorso, ed è Luca Pacioli, frate del cinquecento inventore della partita doppia, quel metodo di registrazione contabile fondato sul principio della doppia scritturazione in due diverse serie di conti. Era sparita, la partita doppia, dai programmi del 1998, discipline economico – aziendali, ricompare oggi in quelli del 2012.

Un po’ meno Dante, spariti Virgilio e Omero

Il concorso appena bandito fa un po’ di sconti ai candidati, almeno relativamente ai programmi di italiano, latino, greco, storia e geografia, ambito 9. Rispetto ai programmi del 1998, infatti, che richiedevano al candidato di conoscere trenta canti della Divina Commedia, i nuovi ne riducono il numero a venti, ma gli chiedono di dimostrare, portandoli all’orale in aggiunta ai classici, di avere studiato Morante, Primo Levi, Gadda e Calvino. Sconti anche per latino e greco, giacché spariscono i riferimenti a testi e autori, <<tutti quelli indicati negli attuali programmi>>, (oggi diremmo orientamenti) delle scuole nelle quali le due lingue sono insegnate. E sparisce pure la richiesta di portare all’orale, per ciascuna delle due lingue e a scelta dei candidati, dieci opere o libri di opere, sulle quali la loro preparazione dovrà essere più approfondita e puntuale. È eliminato pure l’obbligo, già previsto nei programmi di concorso del 1998, di aggiungere, quanto al latino, le opere di Virgilio (Bucoliche, Georgiche e sei libri dell’Eneide) e, quanto al greco, cinque libri dell’Iliade e cinque dell’Odissea. Resta la raccomandazione, al fine di dimostrare di conoscere gli aspetti antropologici, storici, sociali e politici del mondo greco e latino e per evitare fraintendimenti e ambiguità, di leggere i testi degli autori in versione originale. Su quali autori e su quali opere i candidati si debbano cimentare per conseguire lo scopo e dimostrare di averlo fatto non è scritto. Più che uno sconto, ciò sembra però essere una lacuna, derivata da stringatezza di scrittura e da frettolosità nella compilazione dei nuovi programmi. Essendo stata adottata la tecnica della ricomposizione, aggiungendo nuove parti ai programmi precedenti, dai quali altre sono state invece tolte, ci si è dimenticati di eliminare incisi che non servono più o di collegare meglio tra loro i nuovi periodi. La lacuna potrebbe anche ritorcersi contro i candidati, se all’orale i commissari non dovessero accettare soltanto le opere e gli autori portati dai concorrenti autonomamente e senza il preavviso che i loro colleghi del 1998 dovevano invece dare, e allargassero l’interrogazione, come è consentito dalla genericità del testo programmatico, ad autori e testi poco o affatto conosciuti. Il programma di italiano è stato aumentato rispetto alle finalità, al plurilinguismo e agli obiettivi europei nonché rispetto alle metodologie di ricerca in ambito letterario e alla critica letteraria, di cui si devono conoscere le principali correnti rappresentate da Cesare Segre, Luigi Contini, Erich Auerbach e per essere alla moda, da Benedetto Croce.

La storia
La storia è arricchita di qualche capitolo, la rivoluzione russa, lo sviluppo dei sistemi totalitari, il comunismo, la guerre fredda, risultano anche accentuati i legami con la geografia, il programma della quale passa quasi inalterato dal testo del 1998 a quello del 2012.

Avvertenze
Per prossimi concorsi, sarà preferibile abbandonare del tutto la tecnica della ricomposizione, per scrivere ex novo e interamente nuovi programmi, a partire da avvertenze generali meno generiche di quelle attuali, nelle quali didattica, metodi della ricerca ed epistemologia hanno trovato spazi ristretti, costringendo i compilatori a integrarne i contenuti nei testi delle singole discipline.

(Da ItaliaOggi, 2/10/2012)




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.