Fondi per scongiurare la fuga di talenti, battaglia bipartisan

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Il Messaggero, pag. 22
LA NUOVA LEGGE
Fondi per scongiurare la fuga di talenti, battaglia bipartisan

di STEFANO SAGLIA e GUGLIELMO VACCARO

TALVOLTA responsabilità e spirito di collaborazione istituzionale riescono ad avere la meglio su divisioni e legittime contrapposizioni tra schieramenti. Talvolta l`interesse generale riesce a venire prima degli interessi di parte. Può accadere anche in Italia e può avvenire anche all`interno di un Parlamento mai come in` questi anni avvelenato da un`aria così insalubre di ostilità e reciproche diffidenze.
Il 23 dicembre – significativamente in contemporanea con l`accesissimadiscussione della riforma Gelmini sulla quale tanto ci siamo divisi, a torto o a ragione – il Senato ha approvato in via definitiva, dopo il sì unanime dell`Aula di Montecitorio dello scorso maggio, il disegno di legge "Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia", cui Il Messaggero ha dedicato spazio e approfondimenti. L`iniziativa – promossa dall`Associazione TrecentoSessanta di Enrico Letta e dall`lntergruppo parlamentare per la sussidiarietà – è nata e si è sviluppata in maniera sempre bipartisan, grazie all`ottimo rapporto di collaborazione instaurato intorno al più vasto progetto "Controesodo", dedicato alla mobilità dei talenti, alle iniziative per arginare la perdita dei nostri connazionali in fuga dall`Italia, nonché all`attrazione dal resto del mondo di un`immigrazione di qualità, giovane e disposta a studiare presso le nostre università e le nostre agenzie formative e di specializzazione.
Animatori di questa singolare esperienza parlamentari di tutti i partiti, docenti universitari, economisti, sociologi, storici, giornalisti. Ma soprattutto tanti giovani, che hanno alimentato un confronto proficuo, sovente duro e senza esclusione di colpi, specie in merito alle inadempienze di una classe dirigente troppo spesso autoreferenziale e, secondo molti commentatori, responsabile del "tradimento" di un`intera generazione di italiani. E un tema di straordinaria attualità. Se ne discute, si organizzano convegni, si producono studi, si analizzano numeri purtroppo impietosi. Eppure, quando si tratta di mettere nero su bianco soluzioni possibili, il pericolo più sotteso, a destra come a sinistra indifferentemente, è quello di imbattersi nei distinguo aprioristici e nel "benaltrismo".
E un po` quello che sta accadendo in questi giorni nei commenti alla nostra legge.
A giudizi prevalentemente positivi, che salutano con favore tanto il merito quanto il metodo dell`iniziativa, si accompagnano, quasi per una sorta di riflesso pavloviano, le argomentazioni di quanti imputano alla "legge controesodo" di essere; in realtà, solo una goccia nel mare infinito delle altrettanto infinite carenze italiane. A queste obiezioni – poche, per fortuna – noi, che la proposta l`abbiamo promossa e seguita sin dalla sua intuizione originaria, vogliamo rispondere anzitutto che siamo d`accordo.
Che tantissimo c`è da fare e che la dissipazione dei talenti è una vera emergenza per un Paese che invecchia nell`anagrafe e nell`anima e che non può permettersi di gettare alle ortiche le sue risorse più fresche e preziose. Tuttavia, vogliamo anche aggiungere, con una punta di soddisfazione, che dopotutto da qualche parte bisognava pur cominciare. Che se le agevolazioni previste dalla legge – destinate a lavoratori under 40 laureati e residenti all`estero, con incentivi per le donne rafforzati nell`intensità di erogazione a parità di massimale totale – riusciranno a riportare in Italia anche solo una
piccola parte di questo immenso patrimonio a rischio, allora un piccolo risarcimento a questa generazione che giustamente si sente tradita l`avremo dato.
Delimitato, certo, e da monitorare con rigore nella sua effettiva applicazione. Ma senza la presunzione di aver risolto tutti i problemi. Solo con l`orgoglio di aver fatto – questa volta in modo condiviso – qualcosa di buono per il nostro Paese.




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