Ferrero: la lingua italiana alla base dell’integrazione

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“Padroneggiare la lingua italiana e' decisivo per far si' che il territorio, che rischia di diventare scenario di una guerra civile, si trasformi in comunita'”. Lo ha affermato Paolo Ferrero, ministro della Solidarieta' sociale, durante il suo intervento al convegno organizzato dalla Cgil e intitolato “Gli altri e noi: la sfida dell'educazione interculturale. Immigrazione, scuola e societa': accoglienza, convivenza, cittadinanza”.Un tema importante quello della conoscenza della lingua non solo per i ragazzi che frequentano le scuole italiane ma anche per i loro genitori, attraverso i quali passa una buona parte del processo di integrazione. Per incentivare l'apprendimento dell'italiano da parte degli immigrati il ministro ha ricordato varie proposte gia' sul tavolo: corsi nei luoghi di ritrovo piu' frequentati (come le moschee), la riapertura delle scuole sociali che negli anni Cinquanta permisero a tanti italiani di conseguire le licenze della scuola dell'obbligo, utilizzo di una parte del denaro destinato al Fondo per l'inclusione sociale per l'istituzione di questi corsi.Durante il suo intervento il ministro ha poi ricordato altri importanti aspetti del fenomeno dell'immigrazione e dell'integrazione sociale: il recupero della dispersione scolastica, l'allargamento del welfare, il superamento della legge Bossi-Fini e la necessita' di una legge sulla liberta' religiosa.

Questo messaggio è stato modificato da: Arianna_Screpanti, 01 Mar 2007 – 05:14 [addsig]




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