far rispettare effettivamente il bilinguismo

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Bocciata la proposta di Jelincic di abolire il seggio garantito

Primo sì alla legge di tutela globale
per la minoranza italiana in Slovenia

Battelli: lìobiettivo è far rispettare effettivamente norme quali il bilinguismo
LUBIANA Costituzione, leggi, statuti comunali, decreti: sono più di cento, in Slovenia, gli atti normativi che regolano i diritti delle minoranze nazionali. Manca però un testo che definisca in maniera chiara e univoca la loro attuazione. Per tentare di colmare questo divario, tra l'altro sempre più ampio, tra norme sulla carta e situazione nella realtà, i deputati delle comunità nazionali italiana e ungherese, Roberto Battelli e Laszlo Göncz, hanno presentato in Parlamento la proposta di varare una «Legge generale sull'attuazione dei diritti delle comunita' nazionali autoctone italiana e ungherese nella Repubblica di Slovenia», una specie di «legge di tutela globale». Il documento è stato discusso e approvato all'unanimità dalla Commissione nazionalità della Camera di Stato. Ora se ne occuperà la commissione governativa per le minoranze che istituirà un apposito gruppo di lavoro che a sua volta sarà incaricato di preparare l'articolato della norma. Il testo definitivo da presentare ed approvare in Parlamento dovrebbe essere pronto entro la fine del 2010. Nella proposta di Battelli e Göncz si sottolinea in particolare la necessità di applicare con coerenza le norme relative ai diritti linguistici, ossia all'uso pubblico e ufficiale delle lingue italiana e ungherese nelle aree nazionalmente miste.
Sono fondamentali, hanno spiegato, per il mantenimento dell'identità delle minoranze e dei territori nei quali le minoranze vivono. In teoria le cose funzionano, in pratica no. «L'obiettivo principale – ha dichiarato Roberto Battelli ai microfoni di TV Capodistria – è far rispettare le leggi». Le condizioni ci sono. Solo a Capodistria, per fare un esempio emerso nel corso del dibattito, a livello di amministrazione pubblica ci sono ben 130 impiegati che ricevono l'integrazione per il bilinguismo in aggiunta allo stipendio, per cui nessun appartenente alla minoranza italiana non dovrebbe avere alcun problema a comunicare nella propria lingua con la pubblica amministrazione. Eppure non è cosi. Anzi, le cose oggi funzionano peggio che nel 1991. La nuova «Legge generale», la cui preparazione dovrebbe servire anche per capire e intervenire sulle cause del problema, si spera possa migliorare la situazione.
La commissione parlamentare per le nazionalità ha bocciato invece la proposta del presidente del Partito nazionale sloveno Zmago Jelincic di modificare la Costituzione in modo da eliminare i seggi garantiti nella Camera di stato per i due deputati che rappresentano le comunità nazionali italiana e ungherese. E' un'idea assolutamente inaccettabile, hanno rilevato i membri della commissione, in netto contrasto con il rispetto dei diritti umani. Il Partito nazionale di Jelincic non è nuovo a iniziative del genere, è stato ribadito più volte nel corso del dibattito in Commissione. Questa volta, secondo Battelli, il pretesto è stata la presa di distanza del Ministero esteri della Slovenia dalla Risoluzione OSCE contro i totalitarismi, presentata nell'opinione pubblica non come il documento di un'organizzazione internazionale – testi analoghi erano del resto stati gia' sostenuti da Lubiana, n.d.a. – ma come un'iniziativa personale di Battelli. Questo atteggiamento ha scatenato un'autentica campagna mediatica contro i deputato italiano, culminata proprio nella proposta di Jelincic di eliminare i seggi garantiti per le minoranze dalla Camera di stato. La proposta è stata respinta all'unanimità.
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