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Monti alla battaglia del Fiscal compact, mentre lo spread crolla e il Fmi vorrebbe una Bce garante

Roma. La principale novità nella battaglia diplomatica sulla governance economica dell`Unione europea, ieri, non è venuta dalla riunione dell`Eurogruppo a Bruxelles. Il fronte dei paesi europei più critici rispetto alle decisioni tedesche, piuttosto, ha trovato una sponda nelle parole del direttore generale del Fondo monetario internazionale. Christine Lagarde, in un discorso pronunciato a Berlino, ha sostenuto che paesi come Italia e Spagna "rischiano di andare verso una crisi di solvibilità" se non saranno presto approntati "firewall", cioè meccanismi di protezione dalla crisi, che siano di maggiore entità. Non solo: Lagarde ha anche auspicato un intervento più attivo della Banca centrale europea, dicendo che per essa "c`è un ruolo da giocare, all`interno della politica monetaria". Due tesi non propriamente condivise dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, che infatti di fronte alla richiesta di Lagarde di rafforzare le dotazioni dell`Esm, il Fondo salva stati che entrerà in vigore a metà anno – ha risposto che "la priorità è ora attivare l`Esm". In altre parole, sí può accelerare il versamento delle risorse, non cambiare l`entità delle stesse. Questo confronto a distanza è avvenuto a margine di una riunione decisiva.
A Bruxelles si sono visti i ministri delle Finanze dell`area euro. La riunione che continuerà oggi allargandosi ai ministri di tutta l`Ue – si è aperta con due "informative". Oltre a fare il punto sulle trattative per il default "pilotato" di Atene, infatti, ieri è stata l`occasione per Mario Monti, presidente del Consiglio e ministro dell`Economia ad interim, di presentare ai colleghi le misure di consolidamento fiscale e le riforme pro crescita avviate nel nostro paese. 0lli Rehn, commissario Ue per gli Affari economici e monetari, ha espresso "grande apprezzamento per la forma e la velocità" dell`azione dell`esecutivo. Anche i mercati, d`altronde, segnalavano un sensibile ritorno della fiducia tra gli investitori: lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è sceso fino a 403 punti, per poi chiudere a 413. Un calo del rischio percepito che in parte è da attribuire all`incisiva agenda dell`esecutivo, spiegano gli analisti, ma soprattutto agli effetti delle "politiche non convenzionali" messe in atto dal presidente della Bce, Mario Draghi. Le aste di rifinanziamento a basso costo per le banche hanno consentito agli istituti di tornare ad acquistare maggiori quantità di bond, soprattutto a breve scadenza.
Ma i segnali di miglioramento, per quanto generalizzati e in arrivo anche da Spagna e Francia, potrebbero essere temporanei. Così si spiega l`insistenza del Fmi per una Bce garante dell`euro, e allo stesso tempo l`enfasi delle cancellerie europee per chiudere al più presto l`accordo sul Patto fiscale. Il governo italiano, che ieri ha visionato la quarta bozza del Patto, ha mostrato soddisfazione per la maggiore integrazione delle nuove regole sui conti pubblici con la legislazione comunitaria vigente. In particolare l`articolo 4, quello sulla velocità del rientro del debito pubblico in eccesso rispetto alla quota del 60 per cento del pil, non ha subìto cambiamenti. Nessun tono allarmistico nella delegazione italiana, ma restano alcune difficoltà, spiegano al Foglio fonti istituzionali, ad accettare le nuove competenze della Corte europea di giustizia, che secondo la bozza di accordo potrebbe anche comminare sanzioni pecuniarie agli stati inadempienti sulle regole per il pareggio di bilancio.

di Marco Valerio Lo Prete

il Foglio, pag 1 segue a pag 4

24/01/12




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