Europa

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EDITORIALE

Il Riformista, 27 novembre 2004

EUROPA

Il sonno della ragione perde la sinistra (francese)

Il sonno della ragione genera mostri. Più spesso a sinistra. Prende il
partito socialista francese, uno dei partiti storici dell'Europa, il partito
di Mitterand, a lungo al governo nel paese che è stato il motore – seppure
sui generis – del processo di integrazione europea. La prossima settimana
quel partito si dilanierà in un referendum interno, in cui una parte
cospicua e potenzialmente maggioritaria di militanti si esprimerà per il no
al Trattato europeo, seguendo le indicazioni di numerosi leader, in primis
quel Fabius che si candida all'Eliseo sull'onda di un umore euroscettico che
in altri paesi – Italia inclusa – viene a torto ritenuto prerogativa
speciale della destra. Lo sconcerto è tale che tre leader di governi di
centrosinistra europei, i tre socialisti che guidano la Germania, la Francia
e la Repubblica Ceca, hanno sentito ieri il bisogno di scrivere un articolo
su Le Monde per invitare i loro compagni francesi a non affossare l'Europa,
insieme con la loro storia.
Lo strano caso dei socialisti francesi è estremamente emblematico. Ci
racconta a quali livelli di confusione ideale può giungere una sinistra
reduce da uno shock elettorale. Il Ps francese si è prima diviso per
accertare se la bocciatura del governo Jospin fosse stata dovuta a troppo
riformismo o a troppo poco riformismo (la risposta è facile, basta ricordare
la legge sulle 35 ore); poi, miracolata da un successo alle regionali che
andava attribuito più alla debolezza di Raffarin che alla forza
dell'opposizione, si è ringalluzzita e ha subito cominciato a litigare per
stabilire chi doveva andare all'Eliseo tra i suoi tanti leader. Nella lotta
intestina, ha perso il senno. Vi ricorda qualcosa, questa parabola? De chi
fabula narratur?
Sempre a uso di una lettura cisalpina, segnaliamo anche un'altra
interessante circostanza. Il leader che ha scelto di cavalcare il sospetto
verso il mercato e la demagogia sull'Europa intesa come un complotto
liberista, cioè Fabius, guida la rivolta contro il Trattato. Mentre il
leader avversario, quello Strauss Kahn che si è fatto avvocato di una svolta
riformista e blairiana del Ps dopo la disfatta di Jospin, guida il fronte
del sì all'Europa, e ieri sul Financial Times ha messo in guardia il suo
partito dal commettere un errore storico. A conferma del fatto che quando la
sinistra si mette sulla strada della ricerca dell'identità perduta come
succedaneo alla carenza di una cultura di governo, si sa come comincia ma
non si sa come finisce.
[addsig]



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