Europa, svolta del Pentagono

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Europa, svolta del Pentagono a Napoli il comando navale

Il più importante “movimento” di comandi dalla fine della Guerra fredda
L'Air Force invece vorrebbe spostare a Est, in Turchia, almeno 75 cacciaF-16
La Difesa Usa ridisegna la sua presenza militare all'estero. Via dalla Germania due divisioni dell'esercito

ROMA-Il ritiro di due divisioni dell'esercito dalla Germania e lo spostamento del comando navale per l'Europa da Londra a Napoli. Sono solo due delle mose che il Pentagono si prepara a fare per ridisegnare la presenza militare Usa nel mondo, per adattarla alle nuove sfide strategiche (e anche per risparmiare milioni di dollari). Di queste scelte suggerite in un piano rivelato ieri dal New York Times, la seconda riguarda direttamente l'Italia e il “suo” mare, il Mediterraneo. Da sempre il comando navale americano in Europa ha avuto sede a Londra: il “CincUsNavEur” dialogava innanzitutto con la Royal Navy britannica per fronteggiare il nemico del dopoguerra, la flotta sovietica, che in Atlantico avrebbe dato battaglia alle armade alleate. «Da anni ormai l'importanza strategica dell'Atlantico si è ridotta», dice un ammiraglio dello stato maggiore Marina italiana «mentre il Mediterraneo, a un livello di pericolo inferiore, è diventato il luogo della minaccia concreta». Secondo le fonti del Times, il comando navale Usa avrebbe potuto essere trasferito a Madrid; la possibilità di Napoli viene vista come un “premo” la governo Berlusconi e una bocciatura di Zapatero, il primo ministro spagnolo che ha ritirato i suoi soldati dall'Iraq.
La Difesa italiana però non ritiene che quella del Pentagono sia una scelta fatta per “premiare” l'Italia: «No, questa di trasferire il comando da Londra a Napoli è un'idea che circola da mesi nei comandi europei e americani, e non è dovuta alla necessità di offrire premi a nessuno. È una scelta fatta per razionalizzare e risparmiare». Oggi il comandante navale della Nato in Europa (CincSouth) è un ammiraglio americano, ed è lo stesso ammiraglio Gregory Johnson che comanda le forze navali Usa in Europa. «Johnson ha due cappelli, ma anche due staff, due uffici, uno a Londra e uno a Napoli: se il Mediterraneo diventa l'area più interessante, e se bisogna tagliare e risparmiare è comprensibile che il tutto venga unificato a Napoli». Detto questo, il trasferimento di un comando da Londra a Napoli (naturalmente ancora da confermare) non significa aumentare il numero delle navi, la potenza della flotta, o soltanto il numero dei marinai; si tratta del trasferimento di poche decine di ufficiali, che però hanno nelle loro mani la direzione “strategica” di migliaia di uomini.

TAGLI IN GERMANIA A parte questa che riguarda gli interessi dell'Italia, la decisione più importante che il Pentagono si prepara a prendere è quella di ridurre il numero dei soldati schierati in Germania. Oggi sono 73.000 (in Italia sono 13.300, in Gran Bretagna 11.700), ma l'US Army vuole ritirare la prima divisione corazzata e la prima divisione di fanteria. Al posto di queste due divisioni, solo una brigata leggera. Una divisione americana comprende tre brigate, per circa 20.000 uomini, ma le due divisioni schierate oggi in Germania hanno solo due brigate, con la terza distanza negli Usa. La riduzione sarebbe davvero poderosa, si calcola circa 35.000 uomini, e per questo il “taglio alla Germania” non è per nulla sicuro: molti al Dipartimento di Stato (guidato da un ex capo di stato maggiore come Colin Powell) bocciano una ridistribuzione delle forze così massiccia, che ridurrebbe la capacità di influenza politica degli Usa in Europa, ma anche la capacità del Pentagono di collaborare con gli eserciti della “nuova” Europa, a meno di trasferire molte delle truppe in paesi come Bulgaria o Romania.
SPOSTARSI AD EST Un'altra scelta importante che il Pentagono si prepara a prendere è quella di spostare verso Est, verso il Medio Oriente, squadroni di caccia dell'US Air Force che oggi sono disseminati in mezza Europa, continuando a seguire i vecchi criteri della guerra fredda. Un “wing” di circa 72 F16 dovrebbe essere rischierato dalla bas e di Spangdahlem, in Germania, in quella di Incirlik, in Turchia, molto più vicino a potenziali aree di crisi come Iraq, Iran, Israele e Golfo Persico. In questo caso gli strateghi americani temono però l'instabilità politica dei paesi in cui potrebbero muoversi, e il caso della Turchia è per loro ancora aperto. Le decisioni del governo di Ankara impedirono alle forze Usa di entrare in Iraq anche dal Nord, invadendo il Curdistan iracheno attraversando lafrontiera con la Turchia, e spostare truppe senza accordi sicuri sulla possibilità di utilizzarle sarebbe impossibile. Nei prossimi mesi – è sicuro – gli strateghi del Pentagono dovranno aprire negoziati in mezzo mondo per negoziare le loro scelte.
LA FLOTTA A NAPOLI
II Pentagono da mesi sta lavorando a un piano per la riorganizzazione delle truppe americane nel mondo. Il quartier generale della Us Navy per I' Europa potrebbe essere trasferito da Londra e Napoli.
Un primo progetto di trasferimento del quartier generale della Us Navv in Spagna è stato lasciato cadere. Le principali decisioni sulla riorganizzazione vorranno prese fra un mese o due. ma le linee guida del piano del Pentagono sembrano definite. E' stata esaminata arche la possibilità di trasferirc una settantina di caccia F-16 dalla base tedesca di Spangdahlem a quella turca, d'Incirlik, ma solo se Ankara concederà ampia liberta d'azione agli americani. Su questo punto sia il segretario di Stato Colin Powell che il capo degli Stati Maggiori Riuniti. generale Richard Myers. hanno però espresso dubbi.
L'AIR FORCE IN TURCHIA
II piano di riorganizzazione del Pentagono è stato discusso il 20 maggio in una riunione di alti esponenti dell 'amministraziono americana e al momento non ha ancora ricevuto l'approvazione formale del presidente George Rush. Secondo le fonti del New York Times, le principali decisioni sulla riorganizzazione verranno prese fra un mese o due, ma le linee guida del piano del Pentagono sembrano definite. Della Germania il Pentagono vuole ritirare la Prima Divisione Corazzata e la prima Divisione di Fanteria, riportandole negli Stati Uniti. È stata esamionata anche la possibilita di trasferire una settantina di caccia F- 16 dalla base tedesca di Spangdehlem e quella turca d'Incirlik. In discussione vi è anche il ritiro dei caccia F-15 dalla Gran Bretagna e dall'Islanda. ma non è stata ancora presa une decisione definitiva.

Vincenzo Nigro

LA REPUBBLICA, 05.06.2004, p. 11

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