Europa, se ci sei batti un colpo‏

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MERCATI E ISTITUZIONI/I
di Alessandro Leipold
Non c`è respiro. Dopo anni di "benign neglect", i mercati non allentano la pressione sull`Italia. Non vi è stato nemmeno l`attimo di tregua sperato dalla rapida approvazione della manovra e dai risultati positivi degli stress test per le banche italiane. Ieri lo spread sui Bund si è impennato ulteriormente, avvicinandosi a soglie considerate critiche, e la Borsa di Milano è sprofondata più di ogni altra piazza europea. Il contagio dirompe con la velocità del panico, nel vortice tipico delle crisi, e la politica arranca faticosamente dietro. In questa situazione, non è certo mera retorica osservare che la posta in gioco economica è senza precedenti dal dopoguerra, sia per l`Italia che per l`Europa. Stiamo danzando tutti sull`orlo del precipizio o, per usare l`analogia del ministro Tremonti, sul ponte del Titanic, passeggeri di ogni classe inclusi.
Che fare? È chiaramente necessaria un`azione forte e decisa, ma in quale forma e con quali contenuti?
Sulla forma, vi sono essenzialmente tre esigenze. Primo, la risposta devé essere congiuntamente europea e italiana.

Non basta una soluzione europea per attenuare la sfiducia che nasce dallo specifico italiano, e gli sforzi puramente nazionali risultano vani se non sostenuti da un forte quadro di sostegno
europeo-Grecia docet.
Secondo, la risposta è urgente: deve cioè venire nei prossimi giorni, con risultati concreti dal vertice europeo di giovedìe l`annuncio di un programma d`azione di riforme strutturali del Governo entro fine settimana.
Terzo, la risposta deve essere condivisa, frutto di un metodo che esprima coesione e dia quindi fiducia. Per l`Europa significa porre fine alla cacofonia che ora tutti lamentano (ma continuano
a praticare, Jean-Claude Trichet compreso), parlando con una solavoce e daun solo spartito.
Per l`Italia significa replicare in campo strutturale il metodo di coesione che ha dato buoni frutti nel varo della manovra.
Come auspicato dal presidente Napolitano nella sua lettera di sostegno al Manifesto per la crescita proposto dal Sole 24 Ore, si tratta di un metodo di confronto «su concrete proposte e opzioni che diano sostanza al discorso talvolta generico sulla necessità di combinare rigore nella finanza pubblica e rilancio dello sviluppo».
Per i contenuti, si inizi dalla risposta europea. Nel convocare un Consiglio europeo straordinario per giovedì 21 il presidente Herman Van Rompuy ha fatto una scommessa rischiosa, ma
necessaria in un momento in cui non sono consentiti ulteriori ritardi. Ci si augura che questa scadenza improrogabile sia ben presente ad ognuno dei leader convocati aBruxelles, e che mostrino lo scatto di reni necessario.
Dovranno, per la prima volta dall`inizio della crisi, anticipare e sorprendere i mercati in positivo.
A riguardo, il Manifesto del Sole 24 Ore avanza il consiglio che l`Europa adotti euro bond per sostenere i Paesi in difficoltà, garantendo la possibilità di finanziarsi a costi accettabili, e generando anche risorse per investimenti in infrastrutture transnazionali, con una importante ricaduta anche per l`Italia.
Sono possibili anche altre formule intermedie, ma l`importante è che venga comunque assicurato l`obiettivo di sostenibilità del debito e di costi di finanziamento sopportabili per tutti i Paesi sotto pressione. A tal fine è essenziale un accordo sulla ristrutturazione del debito greco, che chiuda lo sterile dibattito degli ultimi mesi e che finalmente riconosca l`insostenibilità di tale
debito assieme all`imperativo – economico e politico – di un contributo del settore privato.
In tale contesto, ci vorranno anche misure congiunte Bce-governi per limitare il contagio.
Come detto dal Fondo monetario internazionale il 14 luglio scorso, urge una decisa «soluzione europea per un problema europeo».
Per l`Italia, l`agenda strutturale per promuovere la crescita è da tempo ben nota, e una sintesi ne è stata data dal "Sole" nei suoi "Nove punti per la crescita". Vari di questi punti (come la tassazione del costo del lavoro e una maggiore concorrenza nei servizi) coincidono anche con gli impegni presi dall`Italia nel contesto della nuova procedura Ue nota come "Semestre europeo".
Questa procedura ha portato a specifiche raccomandazioni per tutti i Paesi membri, sottoscritte dall`Italia al Consiglio europeo di fine giugno. Non solo, ma il Consiglio ha anche aggiunto che «gli Stati membri partecipanti al Patto euro plus (tra cui l`Italia, ndr) si sono impegnati a rafforzare l`ambizione e la precisione dei rispettivi impegni».
Tuttavia, si fatìca non solo a ritrovare tale maggiore ambizione o precisione, ma anche a rintracciare iniziative legislative che siano chiaramente riconducibili alle raccomandazioni chiave della Ue – basti pensare, ad esempio, all`obiettivo di una maggiore concorrenza, in particolare nell`ambito delle professioni (dove si è assistito invece a un deplorevole arretramento dell`ultima ora).
Come detto, per l`Italia l`agenda per la crescita si conosce da anni; e poco o nulla si è fatto.
Ora però si sa anche che i mercati puniscono tale inazione, guardando non solo al risanamento delle finanze pubbliche ma anche alle prospettive di crescita, nella consapevolezza della dipendenza della prima sulla seconda.
E non danno tregua. Urge quindi che la classe politica risponda subito, nei giorni a venire, seguendo il metodo di confronto auspicato dal presidente della Repubblica, e formulando «concrete proposte e opzioni», traendole dalle molte raccomandazioni in materia, siano esse di questo giornale, dì organismi internazionali, o parte degli impegni assunti dallo stesso Governo.
L`inazione significherebbe il collasso, e a nulla servirebbe poi incolpare le agenzie di rating o la speculazione internazionale.
Alessandro Leipold
alessandro.leipold@lisboncouncil.net




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