EUROPA l’illusione multietnica

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CORRIERE DELLA SERA 23.09.2004. p. 1
EUROPA, L'ILLUSIONE MULTIETNICA
di ALBERTO RONCHEY
Ancora sbarchi sulle coste italiane dopo l'urto del 12 settembre, quando approdarono a Lampedusa 800 migranti clandestini. Secondo il governo CL mesi gli sbarchi risultano diminuiti. Ma continuano. Si rivelano purtroppo labili, finora, gli accordi con i governi d'oltre Mediterraneo per impedire quei traffici. Ieri l'Unione Europea ha revocato l'embargo sulle forniture di armi alla Libia, che dovrebbe consentire rinvio di elicotteri, motovedette, sistemi radar, visori notturni e altro. Ma prima che la decisione abbia effetto sui flussi migratori, passerà del tempo. S'intende poi che per arginare le pressioni di massa -egiziane, maghrebine, subsahariane saranno sempre insufficienti le polizie. Viene riproposta la necessità di soccorrere lo sviluppo economico laddove ha origine ogni esodo. Ardua impresa, considerando le risorse oggi limitate nell'Ue, come le modalità dei finanziamenti e dei controlli di gestione. Ma intanto, se l'Africa tende a slittare verso l'Europa, è necessario anzitutto misurare l'entità del fenomeno migratorio, sia regolato sia illegale. Viene stimato che gli africani siano 818 milioni, dinanzi a 378 milioni di europei Uc-15 o 453 Ue-25. Solo nel 2003, dopo l'ultima sanatoria per clandestini. in Italia i residenti legali sono aumentati fino a quasi 58 milioni (Istat). Nello stesso anno, circa 41 mila degli ultimi 106 mila clandestini rintracciati risultavano ancora presenti sul territorio nazionale (Corte dei Conti). Gli stranieri legalmente in Italia sono 2,6 milioni, mentre si stima che gli extracomunitari clandestini siano circa 800 mila. Pochi rimpatri, centri di raccolta insufficienti, lassismi per inefficienza o indulgenza. Ma poi, carceri piene. Secondo un'indagine dell'Istituto Cattaneo, i detenuti stranieri raggiungono il 31,3 per cento e i denunciati per traffici di droga il 27,5 per cento. Così è, finora, la società plurietnica italiana, benché a volte qualcuno cerchi paragoni e consolazioni risalendo fino all'esperienza imperiale della Roma giovenaliana con i suoi persiani, egizi, siriaci, pannonici. E in Europa, davvero sarebbe possibile accogliere movimenti migratori di massa come negli Stati Uniti? Lo credono i ferventi propagatori d'ogni ottimismo, sia storico sia fideistico. Eppure la densità di popolazione degli Stati Uniti, malgrado le ultime ondate migratorie dal Sudamerica e dall'Asia, raggiunge appena 31 abitanti per chilometro quadrato, contro 1 117 dell'Ue-15 e 114 dell'Ue-25. In Italia, la densità di popolazione supera ormai quota 189. Oltre tutto, la macrosocietà del meltingpot statunitense venne interamente fondata già dalle origini sulle immigrazioni, stratificate non meno che travagliate a lungo nei tempi moderni. Altra è la storia d'Europa, con le sue disparate nazionalità in un territorio angusto, «appendice geografica dell'Asia», ora in cerca d'una confederazione sia parziale sia graduale. Dunque rimane inverosimile che l'Ue dei 15 o 25 possa mai accogliere ancora, su vasta scala, etnie d'altri continenti dopo quelle già ospitate ma tuttora spesso non integrate. E tuttavia, rispondono gli ottimisti fiduciosi nella visione multietnica e multiculturale, il mondo è sempre andato verso cose nuove che sembravano impossibili. E vero, solo che non si riuscì mai a prevedere quali sarebbero state né con quali risultati. L'ultima parola sui risultati fu rinviata sempre al futuro, giudice illuminato e integro che però, come si sa, arriva troppo tardi.
Alberto Ronchey

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