Europa e crisi: il bilancio divide Monti e Cameron

Posted on in Europa e oltre 5 vedi

Il professore: no a una consistente riduzione del budget
La replica: l’Unione impari a vivere con i propri mezzi

ROMA I rapporti bilaterali sono «solidissimi» ma le differenze tra Italia e Gran Bretagna sul bilancio dell’Unione per i prossimi sette anni restano e, come spiega Monti, evidenziano «dei punti non perfettamente coincidenti, ma anche punti in comune: primo fra tutti il bilancio dell’Unione orientato alla crescita e allo sviluppo della competitività». La proposta della Commissione Europea di aumentare il bilancio comunitario 2014-2020 da 977 miliardi di euro a 1050, non piace alla Gran Bretagna di David Cameron. Il primo ministro inglese è giunto ieri a Roma per confermare a Monti l’intenzione inglese di porre, insieme ad altri paesi e se necessario, il veto nel consiglio europeo della prossima settimana e in quello di dicembre.

Il tentativo di un’ennesima mediazione, ammesso che fosse praticabile, deve essere però fallito se Monti, al termine dell’incontro a palazzo Chigi, ammette che noi, a differenza di Londra, «non abbiamo chiesto a priori un taglio alla proposta della Commissione». La posizione dell’Italia, terzo contributore netto dell’Europa e sopra la potente economia inglese, è chiara. «Noi – afferma Monti – siamo sostenitori di un budget orientato al futuro ma siamo meno convinti di una consistente riduzione del bilancio Ue proprio in un’ottica di efficienza». Con Cameron alla sua destra, Monti spiega anche i motivi dell’aumento chiesto dalla Commissione: «Alla Ue sono stati trasferiti sempre maggiori compiti che sono stati sottratti agli stati e quindi è naturale che, facendo sempre attenzione al controllo della spesa, sia dotata di risorse adeguate per svolgere questi compiti».

Arrivato a Roma direttamente dall’Aia dove ha incontrato il premier olandese Mark Rutte concorde con lui nell’opporsi agli aumenti di bilancio, Cameron ha picchiato duro sull’Europa che «deve bastare a se stessa» specie «nel momento in cui paesi come Italia e Gran Bretagna sono impegnati a ridurre il loro deficit». La necessità per l’Unione di riorganizzare la spesa «in modo più efficace» viene condivisa anche dal presidente del Consiglio italiano, ma non c’è dubbio che la non appartenenza della Gran Bretagna all’eurozona contribuisce ad alimentare la tensione tra Londra e Bruxelles. Monti difende l’appartenenza dell’Italia all’euro anche quando la domanda gli viene posta in maniera «simpaticamente radicale». «Oggi, se non fossimo nell’euro – aggiunge Monti – avremmo un’inflazione maggiore, un’occupazione minore e una crescita nulla». Scontato il «no» all’euro di Cameron: «Abbiamo il diritto di rimanere fuori – sostiene ma vogliamo che l’eurozona abbia successo e abbiamo ad essa un approccio sempre costruttivo».

Per quanto riguarda «la visione di fondo della Ue», Monti sostiene che fra Roma e Londra «prevalgono gli elementi comuni anche con occasionali differenze». Malgrado il sorrisetto, Cameron sostiene di condividere la necessità di «dare slancio» al patto per la crescita approvato nel corso del consiglio europeo di giugno. Il plauso di Monti al via libera da parte della Ue ai fondi per il terremoto in Emilia Romagna, segna un altro punto di frizione con la Gran Bretagna che, insieme a Svezia e Finlandia, si era opposta all’erogazione dei finanziamenti. L’auspicio affinché si proceda in direzione dell’Unione bancaria unisce i due leader. Così come la preoccupazione ciò che sta accadendo in Siria e per «le conseguenze umanitarie».

Marco Conti

Il Messaggero, 14-11-2012




2 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

<strong>Londra propone di ridurre il budget Ue, Roma non ci sta </strong><br />
<br />
FABIO MARTINI <br />
<br />
[justify]In ballo c'era il bilancio comunitario, una di quelle questioni che appassionano i capi di governo e lasciano fredde le opinioni pubbliche, ma nel vertice di ieri pomeriggio a palazzo Chigi tra Mario Monti e il premier inglese David Cameron, ad un certo punto, la discussione ha preso una piega molto, molto concreta, con potenziali conseguenze sui cittadini italiani. Il premier inglese, per supportare la sua posizione - nessun aumento nominale nel prossimo bilancio comunitario, di fatto una robusta riduzione dei contributi netti da parte di ogni Stato - ha provato ad allettare Monti, sottoponendogli una elaborazione prodotta dallo staff inglese: «Nel caso in cui l'Italia accettasse la nostra impostazione, voi risparmiereste 2 miliardi di euro ogni anno». Ma davanti ad una riduzione di questo tipo - ecco il punto - l'Italia vedrebbe ridursi una parte dei fondi di coesione previsti per il Mezzogiorno. E' così che David Cameron ha cercato di blandire Monti su una materia che il presidente del Consiglio e la sua agguerrita squadra europea - a cominciare dal ministro Enzo Moavero conoscono molto bene. Monti, da padrone di casa, ha ascoltato col consueto stile e forte di una sensibilità europeista che oramai è diventata proverbiale. La posizione dell'Italia è diversa e per il momento il governo non condivide la linea inglese (ma anche di olandesi, svedesi, danesi), ma semmai si prepara ad attestarsi su una trincea diversa, considerando un'anomalia da superare il dover versare ogni anno all'Unione europea 6 miliardi in più di quanti l'Italia ne riceva, puntando dunque ad ottenere una riduzione di 1-2 miliardi in occasione della imminente rinegoziazione del bilancio Ue per il periodo 2014-2020. Anche se di poco l'Italia è sotto il Pil medio pro-capite dell'Unione e quindi, ecco il punto, cercherà di non trasferire più risorse ad altri Paesi che sono più o meno nelle nostre stesse condizioni. Attualmente il bilancio dell'Unione è pari a circa l'1% del Pil dei 27 paesi membri e la maggior parte delle risorse vengono assorbite dall'agricoltura (40% circa) e dallo sviluppo delle regioni più povere del blocco (35% circa). Il resto va a ricerca, cooperazione e amministrazione (6%). La Germania con 9 miliardi di pagamenti netti è il primo contributore netto dell'Unione mentre la Gran Bretagna, che riceve un rimborso annuale sui versamenti a Bruxelles, è il quarto con 5,5 miliardi dopo la Francia (6,4 miliardi) e l'Italia (5,9 miliardi), che è tra i principali beneficiari dei sussidi agricoli con Francia e Germania. Al termine dell'incontro Mario Monti ha detto: «Alla Ue sono stati trasferiti sempre maggiori compiti, che sono stati sottratti agli Stati, e quindi è naturale che facendo sempre attenzione al controllo della spesa, l'Unione sia dotata di risorse adeguate per svolgere questi compiti». E quanto a Cameron, ha risposto a Monti che il budget europeo non si aumenta, semmai si taglia, perchè l'Europa deve imparare a vivere con i propri mezzi: il premier britannico David Cameron, ha spinto quindi il presidente del Consiglio a prendere atto delle «divergenze» che esistono tra Italia e Gran Bretagna sulla visione a medio termine.. Dobbiamo renderci conto - ha spiegato - che serve un maggiore controllo sulla spesa. Non possiamo più incrementarla, è giunto il momento che la spesa basti a se stessa e che sia usata in modo più efficiente in misure per dare prosperità ai suoi contribuenti». Ieri per la prima volta dopo la rielezione di Barak Obama, Mario Monti si è intrattenuto a lungo al telefono, una chiacchierata non solo rituale, col presidente degli Stati Uniti.[/justify]<br />
La Stampa, 14-11-2012

E.R.A.
E.R.A.

<strong>Londra propone di ridurre il budget Ue, Roma non ci sta </strong><br />
<br />
FABIO MARTINI <br />
<br />
[justify]In ballo c'era il bilancio comunitario, una di quelle questioni che appassionano i capi di governo e lasciano fredde le opinioni pubbliche, ma nel vertice di ieri pomeriggio a palazzo Chigi tra Mario Monti e il premier inglese David Cameron, ad un certo punto, la discussione ha preso una piega molto, molto concreta, con potenziali conseguenze sui cittadini italiani. Il premier inglese, per supportare la sua posizione - nessun aumento nominale nel prossimo bilancio comunitario, di fatto una robusta riduzione dei contributi netti da parte di ogni Stato - ha provato ad allettare Monti, sottoponendogli una elaborazione prodotta dallo staff inglese: «Nel caso in cui l'Italia accettasse la nostra impostazione, voi risparmiereste 2 miliardi di euro ogni anno». Ma davanti ad una riduzione di questo tipo - ecco il punto - l'Italia vedrebbe ridursi una parte dei fondi di coesione previsti per il Mezzogiorno. E' così che David Cameron ha cercato di blandire Monti su una materia che il presidente del Consiglio e la sua agguerrita squadra europea - a cominciare dal ministro Enzo Moavero conoscono molto bene. Monti, da padrone di casa, ha ascoltato col consueto stile e forte di una sensibilità europeista che oramai è diventata proverbiale. La posizione dell'Italia è diversa e per il momento il governo non condivide la linea inglese (ma anche di olandesi, svedesi, danesi), ma semmai si prepara ad attestarsi su una trincea diversa, considerando un'anomalia da superare il dover versare ogni anno all'Unione europea 6 miliardi in più di quanti l'Italia ne riceva, puntando dunque ad ottenere una riduzione di 1-2 miliardi in occasione della imminente rinegoziazione del bilancio Ue per il periodo 2014-2020. Anche se di poco l'Italia è sotto il Pil medio pro-capite dell'Unione e quindi, ecco il punto, cercherà di non trasferire più risorse ad altri Paesi che sono più o meno nelle nostre stesse condizioni. Attualmente il bilancio dell'Unione è pari a circa l'1% del Pil dei 27 paesi membri e la maggior parte delle risorse vengono assorbite dall'agricoltura (40% circa) e dallo sviluppo delle regioni più povere del blocco (35% circa). Il resto va a ricerca, cooperazione e amministrazione (6%). La Germania con 9 miliardi di pagamenti netti è il primo contributore netto dell'Unione mentre la Gran Bretagna, che riceve un rimborso annuale sui versamenti a Bruxelles, è il quarto con 5,5 miliardi dopo la Francia (6,4 miliardi) e l'Italia (5,9 miliardi), che è tra i principali beneficiari dei sussidi agricoli con Francia e Germania. Al termine dell'incontro Mario Monti ha detto: «Alla Ue sono stati trasferiti sempre maggiori compiti, che sono stati sottratti agli Stati, e quindi è naturale che facendo sempre attenzione al controllo della spesa, l'Unione sia dotata di risorse adeguate per svolgere questi compiti». E quanto a Cameron, ha risposto a Monti che il budget europeo non si aumenta, semmai si taglia, perchè l'Europa deve imparare a vivere con i propri mezzi: il premier britannico David Cameron, ha spinto quindi il presidente del Consiglio a prendere atto delle «divergenze» che esistono tra Italia e Gran Bretagna sulla visione a medio termine.. Dobbiamo renderci conto - ha spiegato - che serve un maggiore controllo sulla spesa. Non possiamo più incrementarla, è giunto il momento che la spesa basti a se stessa e che sia usata in modo più efficiente in misure per dare prosperità ai suoi contribuenti». Ieri per la prima volta dopo la rielezione di Barak Obama, Mario Monti si è intrattenuto a lungo al telefono, una chiacchierata non solo rituale, col presidente degli Stati Uniti.[/justify]<br />
La Stampa, 14-11-2012

You need or account to post comment.