Europa, cadel’ultimo muro

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Fuochi d'artificio e danze: scompare la “barriera” italo-slovena, nasce l'Unione a 25. Fischiato il saluto di Berlusconi

Europa, cadel'ultimo muro

Prodi a Gorizia: e ilpiù belgiomo della mia vita
DAL NOSTRO INVIATO CARLO BRAMBILLA
NOVA GORICA – Piazza della Transalpina, con la sua storica stazione ferroviaria asburgica, non sara la Porta di Brandebur-go. E la piccola citta di Gorizia non sara Berlino. Ma quando il presidente della Commissione Europea, Romano Prodi e il pri-mo ministro sloveno, Anton Rop, cominciano, aturno, il con-to alla rovescia, come fosse capodanno, a 25 secondi dalla mezzanotte (omaggio all'Euro-pa dei 25), l'emozione tra i pre-senti sale alle stelle. E allo scoccare del nuovo giorno, col crollo simbolico dell'ultimo pezzo di quel muro che tagliava in due la città, si scatenano i festeggia-menti, sulle note dell' “Inno alla gioia” di Beethoven. Fuochi d'artificio, brindisi, danze, musiche fino a tarda notte. E occhi lucidi sui volti dei piu anziani. «Oggi e la più bella giornata di tutta la mia vita politica- confessa emozionato Prodi. – Da tanti anni aspettavo cadessel'ultimo muro». L'annunciato colpo dipiccone non c'e.All'immagine di picconatore Prodi preferisce quella di costruttore, nel giorno della nascita della Grande Europa. I pezzetti di muro, del resto, sono già da tempo un gadget per turisti.Il cerimoniale dei festeggiamentipreferiscenote piucolte.Il suono solenne dei due inni nazionali, italiano e sloveno, prima. Poi Giuseppe Verdi: « La forza del destino» e «O Signore dal tetto natio», suonate dall'Orchestra Filarmonica di Lubiana e da quella delTeatro Verdi diTrieste. E lo scoprimento, daparte di due angeli acrobati, di un velo azzur-ro e bianco, sotto al quale, nel centro della piazza, dove un tempo scorreva il confine invalicabile tra i dui Stati, si trova oggi un grande mosaico circolare, meta italiano e metà sloveno. Grandi assenti gli esponenti del Polo, che hanno snobbato pla-tealmente la manifestazione, giudicata inutile e costosa. E troppo prodiana. Berlusconi, ufficialmente «indisposto», salta l'incontro. Non si fa vedere neppure il ministro degli Esteri Frat-tini, che manda il sottosegretario Roberto Antonione. Quasi si trattasse di un semplice evento locale tocca ai sindaci di Gorizia e di Nova Gorica, Vittorio Brancati e Mirko Brule, fare gli onori di casa, in Municipio.Non mancano momenti di tensione. Quando Antonione porta i saluti del premier, la piazza lo fischia. Poi quando i tre leader di Cgil, Cisl e Uil, relegati in ultima fila dal cerimoniale, si alzano e abbandonano a metà serata il palco.
Prodi arriva a Gorizia in elicottero, accompagnato dal governatore Riccardo Illy, dopo una giornata passata a Trieste. Prima un convegno sulle nuove opportunita economiche per il Centro Europa. Poi un viaggio nei luoghi della memoria, la Risiera di San Sabba e la foiba di Basovizza. A Gorizia tiene il suo discorso ufficiale, dopo quello del primo ministro sloveno Anton Rop. Spie-ga, rivolgendosi in sloveno alla piazza Transalpina gremita, che quello di oggi e il quinto e il piu grande allargamento della storia dell'Unione. E avverte che «certo non sara l'ultimo,>. «Altri paesi e altri popoli europei decideranno di unirsi alla nostra impresa, finchè tutto il continente sara unito in pace e in democrazia». Sostiene il fondamentale ruolo dell'Unione «in un assetto globale dominato da una sola superpotenza e dalle dinamiche della globalizzazione». E incita: «Solo uniti potremo mantenere e sviluppare la nostra indipendenza nel mondo, i nostri valori e il nostro modello di sviluppo economico, politico e sociale. Ecco perché e tanto importante che l'albero dell'integrazione estenda oggi i suoi rami su questo piazzale, che per tanti anni e stato il simbolo dell'odio fra i fratelli europei».Confinate lontano dalla piaz-za dei festeggiamenti, dietro due cordoni di polizia, le proteste di un centinaio di no-global. I Di-sobbedienti definiscono «vergognosi» i festeggiamenti, «perché l'Europa che Prodi festeggia è antisociale e razzista.

LA REPUBBLICA, p.14
01.05.2004
Carlo Brambilla
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