Esperanto, la lingua internazionale

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Esperanto, la lingua internazionale

Non è di nessun popolo, ha 16 regole grammaticali

Sai che saluton significa 'ciao' in esperanto? No? Il 15 dicembre è stata ricordata questa lingua artificiale in onore della nascita del suo fondatore, Ludovico Lazzaro Zamenhof, detto Doktor Esperanto, che significa "colui che spera". Cos'è l'esperanto? E' una lingua internazionale artificiale. Non appartiene a nessun popolo e quindi non avvantaggia nessuna cultura.

Perchè nasce? Non vuole sostituirsi a nessuna lingua, ma vuole dare a tutti una lingua semplice. Utile per la comprensione universale fra tutti i popoli. Per facitare la comunicazione tra popoli, senza che una cultura più forte, imponga la propria.

Com'è strutturata? E' una lingua davvero semplice, è dieci volte più facile della altre lingue. Con poche regole grammaticali. Solo 16, per l'esattezza.
Ad ogni suono corrisponde una lettera, non ci sono doppie, vocali chiuse e vocali aperte. Si pronuncia come si scrive.L'accento cade sempre e solo sull'ultima sillaba.

Chi usa ora l'esperanto? Viene usato in moltissimi convegni, a teatro. Molte opere sono state tradotte in esperanto,tra cui Corano, Bibbia e Divina Commedia (solo per citarne alcune). Ci sono inoltre molte opere in lingua originale. Nel 1990 anche la Chiesa ha approvato l'esperanto, come una seconda lingua liturgica con cui celebrare la Messa.

Dove si può imparare? Tramite internet (http://www.linguisticdemocracy.org/index.php/it/, per esempio) o in alcune facoltà universitarie come quella di Torino (Facoltà di Lingua e Letteratura). Ci sono testi con prefazione di grandi linguisti, come Tullio De Mauro. Ci sono alcune stazioni radiofoniche che trasmettono in lingua esperanto. Ci sono state anche alcune proposte di legge per far insegnare questa lingua ausiliare a scuola.
Nell'esperanto molti vedono un grande uguaglianza, una lingua "democratica".Per altri, dato che la lingua è espressione di un popolo, non può essere studiata a tavolino. Quindi è un esperimento che non porterà a nulla.

Lo sai che? Quest'anno per la prima volta un poeta che scrive in esperanto è stato candidato al premio Nobel. E il movimento esperantista è stato invece candidato al premio Nobel per la Pace.

di Maria Marcoppido

dal sito http://www.dubidoo.it

21/12/11




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