ESPERANTO. Il gol parla una sola lingua.

Posted on in Politica e lingue 21 vedi

ESPERANTO. Il gol parla una sola lingua.
La squadra dei “senza patria” ha cominciato ad affrontare adesso le nazionali che rappresentano minoranze o comunità non riconosciute, ma l`unico obiettivo è quello di includere e non di dividere.
LORENZO LONGHI | Avvenire | 4.12.2016

L’ultima nata non ha un territorio proprio, anche perché l’ambizione originaria è diversa: essere di casa ovunque, e ciò significa di fatto non avere una patria.
Una selezione calcistica però non si nega a nessuno, e così ecco la T.E.F.A., acronimo di «Tutmonda Esperanto Futbala Asocio», la federazione calcistica mondiale della comunità esperantista che ha dato vita ad una nazionale, anzi una… transnazionale, nella quale il requisito per essere convocati è uno e uno solo: conoscere e parlare l`esperanto, la lingua ufficiale della rappresentativa. Lingua artificiale e pertanto lingua di pace, nei sogni di Ludwig Zamenhof, colui che la creò normandone grammatica e sintassi, quasi 150 anni fa, l`esperanto è in realtà conosciuto e parlato appena – stando alle stime – da meno di tre milioni di persone, alcune migliaia delle quali ogni anno si riuniscono nel congresso universale degli studiosi e linguisti della comunità esperantofona. È proprio in quel contesto che la rappresentativa, la Selektitaro – fondata da tre ragazzi argentini, ma che in squadra ha giocatori provenienti da una decina di nazioni – ha debuttato nel 2014 a Buenos Aires contro una rappresentativa della comunità armena d`Argentina e, da allora, l`Esperanto gioca una partita l`anno, denominata Coppa Zamenhof. Nel frattempo, ha cominciato ad affrontare anche alcune nazionali affiliate alla ConiFa, la confederazione calcistica delle nazionali che rappresentano minoranze, comunità senza un riconoscimento internazionale, entità più o meno varie ma definite da un concetto di identità preciso nell`ambito di territori spesso contesi. Come nel caso della nazionale Sahrawi, avversario dell`Esperanto nel 2015, selezione calcistica del Sahara Occidentale. Del resto, il campionario delle federazioni calcistiche non riconosciute è variopinto, tanto che ogni continente può contare su un certo numero di nazionali autoproclamate, da quelle che una legittimazione puntano realmente ad averla ad altre che fanno numero ma sono portatrici di un valore di pace universale – come appunto l`Esperanto – sino a quelle nate più da esigenze di fazione politica che da reali motivazioni storiche o indipendentiste, come la Padania, accettata a livello internazionale dalla ConiFa e diventata negli anni una delle rappresentative più vincenti nelle varie competizioni. Tornei che, al di là delle singolarità, si portano appresso connotazioni di rilevante interesse e devono fare i conti con istanze organizzative spesso di difficile soluzione, come ad esempio non infrequenti problemi relativi al diniego di visti che consentono agli atleti di entrare nelle nazioni in cui si svolgono. Ai Mondiali ConiFa (e, in precedenza, alla sua progenitrice, la Viva World Cup) è già accaduto e accadrà di nuovo, anche perché alcune delle rappresentative affiliate alla confederazione provengono da territori invischiati in conflitti militari o rivendicazioni politiche. Dal Darfur all`Ossezia del Sud, dal Kurdistan alla nazionale del Tibet, formata per gran parte da tibetani in esilio. Quest`ultima, ad esempio, nel 2001 venne invitata a disputare un`amichevole contro la Groenlandia (altra rappresentativa non riconosciuta dalla Fifa), in Danimarca; l`iniziativa scatenò la reazione della Cina, nei cui confini politici rientra il Tibet, tanto che il governo di Pechino minacciò quello danese di interrompere le relazioni commerciali se la partita si fosse disputata, considerando il tutto una provocazione. Come andò a finire? La Danimarca tenne duro ma, soprattutto, alla fine il denaro dello sponsor tecnico mise tutti d`accordo. Non vi sono dubbi invece sul riconoscimento politico del Principato di Monaco né su quello dí Kiribati, che però dal punto di vista calcistico non hanno i requisiti per essere membri Fifa e così fanno anch`essi parte del- a la ConiFa, ed è curioso che abbiano la possibilità di competere con squadre come gli indipendentisti nizzardi della Contea di Nissa o contro la nazionale dell`Occitania, o che la Transnistria possa affrontare la rappresentativa senza terra dei Popoli Ròmani o quella dell`Alta Ungheria. Dopo tutto, ogni Paese ha i propri irredentismi e le proprie minoranze, le cui identità sono di fatto in contrapposizione a quella del contesto socio-politico in cui, per vari motivi, sono inserite. Proprio per questo motivo la Selektitario de Esperanto è, fra tutte, la più peculiare, perché tende ad includere e non a dividere. Ed è, a suo modo, davvero unica nel suo genere. 

Storie di cuoio
Fondata da tre ragazzi argentini, la “Selektitaro”, che ha debuttato due anni fa a Buenos Aires, è oggi formata da giocatori di varie nazioni che hanno in comune l`idioma “artificiale” di Zamenhof

IL TORNEO A GIUGNO I GIOCHI DELLE ISOLE
È la rassegna sportiva degli anni dispari, tanto affascinante quanto improbabile: si tratta degli “Island Games”, i Giochi delle Isole, manifestazione a cadenza biennale che, dal 24 al 30 giugno prossimi, si terrà sull`isola svedese di Gotland, sul Mar Baltico. Ad affrontarsi, nelle diverse discipline, le rappresentative di isole e territori dipendenti, con il
torneo calcistico a fungere da maggiore attrattiva. Negli anni vi hanno preso parte, vincendolo, anche due nazionali ora facenti parte a pieno titolo dell`arcipelago della Fifa, vale a dire Far Oer e Gibilterra. Fra le partecipanti storiche la Groenlandia, Rodi, l`iconica Isola di Wight (che vanta due titoli), Minorca, le Shetland e le contese Falkland. Campione in carica la nazionale dell`isola di Guernsey, nella Manica, che condivide i tre ori calcistici con la vicina, e altrettanto britannica, Jersey. La quale, un anno fa, fece richiesta per essere riconosciuta dalla Uefa. Richiesta, prevedibilmente, respinta. (L.L.)




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.