Esame d’italiano per gli immigrati che vogliono aprire un negozio. La proposta di legge della Lega

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Presentata la bozza dall’onorevole Comaroli. "E’ un’idea concreta e non discriminatoria", ha precisato

Per aprire un esercizio commerciale, oltre a tutti i permessi e alle trafile burocratiche, bisognerà dimostrare di saper parlare l’italiano. E’ questa la nuova proposta della Lega per permettere "l’integrazione" degli immigrati. Una proposta di legge presentata dall’onorevole Silvana Comaroli e che verrà esaminata in commissione Attività produttive, come si legge sulla Padania.

"Lingua uguale civiltà. E senza conoscere la lingua di un luogo, non si può pretendere di integrarsi", è la posizione dell’onorevole leghista secondo cui la conoscenza dell’italiano è "indispensabile" per aprire qualsiasi tipo di negozio. Inoltre la proposta di legge, ha spiegato Comaroli, "proprio per tutelare la salute dei consumatori e assicurare un livello minimo e uniforme di condizioni e di accessibilità ai beni e servizi sul territorio nazionale, istituisce l’obbligo di un esame di lingua italiana per i cittadini stranieri che vogliono aprire un’attività commerciale in Italia".

Anche l’insegna del negozio dovrà rispettare delle direttive, ha proseguito l’onorevole del Carroccio, e dovrà essere "condizionata all’uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all’Unione europea ovvero al dialetto locale". Comaroli ha messo anche le mani avanti su possibili levate di scudi in difesa degli immigrati: "Si tratta in sostanza di proposte concrete e non discriminatorie". (Apcom)

http://notizie.virgilio.it/cronaca/esam … -lega.html
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Proposta di legge della Lega Nord: test di lingua italiana per aprire esercizi commerciali ed insegne dei negozi scritte soltanto nelle lingue parlate nella Ue.
Il Carroccio porta in Parlamento la misura adottata nel Regolamento del Commercio del Comune di Prato.

Test di lingua italiana per gli stranieri che chiedono licenze commerciali ed insegne degli esercizi soltanto nelle lingue parlate nell’Unione europea. È il nuovo colpo di mano tentato dalla Lega Nord con una proposta di legge presentata ieri alla Camera dai deputati del Carroccio e che ha come primo firmatario Silvana Comaroli.
Così, dopo aver ottenuto con degli emendamenti al “pacchetto sicurezza” i test di lingua per coloro che chiedono il permesso per lungo soggiornanti ed aver posto la conoscenza della lingua alla base dell’accordo per l’integrazione, la Lega torna alla carica provando a trasformare in legge quello che il Comune di Prato ha inserito nel regolamento del Commercio.
I deputati della Lega hanno già provato a far passare tale proposta lo scorso aprile con un emendamento alla Legge “incentivi”, proposta poi ritirata perché non ha ottenuto i consensi degli alleati.
“La proposta di legge – ha spiegato la deputata Comaroli – proprio per tutelare la salute dei consumatori ed assicurare un livello minimo e uniforme di condizioni e di accessibilità ai beni e servizi sul territorio nazionale, istituisce l’obbligo di un esame di base di lingua italiana per i cittadini stranieri che vogliono aprire un’attività commerciale in Italia, prevedendo anche che la posa delle insegne esterne all’esercizio stesso sia condizionata all’uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all’Unione europea ovvero al dialetto locale”.
(Al. Col.)

http://immigrazioneoggi.it/daily_news/n … ?id=002063
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Esame d’italiano per immigrati che vogliono aprire un negozio
La proposta di legge della Lega

Roma, 29 lug. (Apcom) – Per aprire un esercizio commerciale, oltre a tutti i permessi e alle trafile burocratiche, bisognerà dimostrare di saper parlare l’italiano. E’ questa la nuova proposta della Lega per permettere "l’integrazione" degli immigrati. Una proposta di legge presentata dall’onorevole Silvana Comaroli e che verrà esaminata in commissione Attività produttive, come si legge sulla Padania. "Lingua uguale civiltà. E senza conoscere la lingua di un luogo, non si può pretendere di integrarsi", è la posizione dell’onorevole leghista secondo cui la conoscenza dell’italiano è "indispensabile" per aprire qualsiasi tipo di negozio. Inoltre la proposta di legge, ha spiegato Comaroli, "proprio per tutelare la salute dei consumatori e assicurare un livello minimo e uniforme di condizioni e di accessibilità ai beni e servizi sul territorio nazionale, istituisce l’obbligo di un esame di lingua italiana per i cittadini stranieri che vogliono aprire un’attività commerciale in Italia". Anche l’insegna del negozio dovrà rispettare delle direttive, ha proseguito l’onorevole del Carroccio, e dovrà essere "condizionata all’uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all’Unione europea ovvero al dialetto locale". Comaroli ha messo anche le mani avanti su possibili levate di scudi in difesa degli immigrati: "Si tratta in sostanza di proposte concrete e non discriminatorie". MAZ

http://notizie.virgilio.it/notizie/este … 07166.html




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