Enrico Montesano: è un brutto segno quando un popolo non difende la sua lingua.

Posted on in Politica e lingue 18 vedi

Enrico Montesano

Montesano, settant’anni di risate.

“Regalo? Vorrei dirigere un giallo”.

di Beatrice Bertuccioli.

… In autunno, per Piemme, uscirà la sua autobiografia “Io confesso”.

“Il titolo è provvisorio e si tratta di un’autobiografia spuria, particolare. Non racconto solo i fatti miei. Contiene anche i miei punti di vista, bizzarrie varie, commenti ironici, mie riflessioni sulla società”.

Un esempio?

“Ogni mattina scrivo un appunto su qualche cosa. Ad esempio, questa mattina ho sentito parlare di “hinterland romano”. E allora, non ho potuto non riflettere su questo. Finora sentivamo parlare di hinterland milanese e, pensando che Milano è la città di Porta e di Manzoni, era già una forzatura. Ma hinterland romano è peggio. Perché? Si può dire agro romano. La lingua va difesa ed è un brutto segno quando un popolo non difende la sua lingua”.

L’esperienza politica, come consigliere comunale a Roma e poi come europarlamentare con il Pds, tra il ’93 e il ’96, è stata deludente?

“Deludente sotto tutti i punti di vista tranne uno: il contatto con la gente che mi ha votato, che ha avuto fiducia in me. Mi sono reso conto che è un altro mestiere, e poi io non ero pronto all’intrallazzo. Perché la realtà è che non si vuole togliere la mela marcia, ma quella sana, per non interrompere la catena”…
(Da La Nazione, 8/6/2015).

{donate}

 

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.