Elezioni USA: Obiettivo americano è far fallire l’eurozona, il nostro dar vita al patriottismo europeo e agli Stati Uniti d’Europa.

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[fimg=left]http://affaritaliani.libero.it/static/upload/obam/0001/obama-romney-piazza-affari1.jpg[/fimg]Elezioni USA, Pagano (ERA): Obiettivo americano è far fallire l’eurozona, il nostro dar vita al patriottismo europeo e agli Stati Uniti d’Europa.

«I cinque principi conservatori che dovrebbero guidare la politica degli Stati Uniti in Europa, della Fondazione Heritage, vedono gli Stati Uniti d’America contro la costruzione di quelli d’Europa, sostenendo le sovranità nazionali e facendo fallire la zona Euro, l’occupazione economica europea ancor più massiccia attraverso il cavallo di Troia britannico e con la NATO, primaria istituzione di difesa europea, che deve rafforzare ulteriormente la presenza delle basi militari americane nell’Ue. Un antieuropeismo da ‘voce del padrone’ che preferisco a quello carotaio di Obama» – commenta Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.
«Insomma nessun esercito europeo e nessun ‘Pentagono’ europeo che potrebbe, come negli USA, essere il maggior finanziatore della ricerca pubblica, nessuna espansione estera del mercato europeo in quanto tale. Gli Stati Uniti, sempre più alle corde finanziariamente perché le altre grandi potenze mondiali ormai non scambiano più in dollari, ritengono, bastone o carota, Romney o Obama, che l’Europa debba essere ancora il mercato sottomesso e privilegiato delle loro merci, con a guardia la NATO come il British Indian Army nell’India di Gandhi, con anziché milioni di soldati indigeni comandati da ufficiali britannici, milioni di as-soldati europei eterodiretti attraverso il codice dei neo ‘imperi della mente’ la lingua inglese» – continua Pagano.
«I veri federalisti europei devono farsi patrioti europei, agire come tali in nome del mezzo miliardo di eurocittadini nella costruzione non più rimandabile degli Stati Uniti d’Europa. La necessità di una propria politica estera, una propria difesa, una propria cultura e media federali grazie all’Esperanto, sono alla base di una emancipazione europea non più rinviabile che ci renda liberi d’instaurare alleanze con altre potenze, tra cui la Russia, legata all’Europa da profondi legami storico-culturali e che certamente risponderebbe positivamente ad un’offerta d’associazione all’Unione democratizzando ulteriormente il proprio assetto» – ha concluso il Segretario dell’Era.




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