Ecco la Disneyland del cibo made in Italy. Al Caab

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Ecco la Disneyland del cibo made in Italy. Al Caab

“Contiamo di poter avere 10 milioni di visitatori annui”. Punta in alto il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, nel presentare insieme al presidente del Caab, Andrea Segrè, il progetto di Fabbrica Italiana Contadina, la Disneyland del cibo made in Italy che dovrebbe sorgere nell’area del mercato ortofrutticolo. Un progetto ambizioso che dovrebbe convertire gli attuali spazi del centro agro alimentare bolognese in un grande parco tematico dedicato alla cultura del cibo. Coinvolte nel progetto sono la facoltà di Agraria di Bologna e l’università degli studi di scienze gastronomiche di Pollenzo (Cn), quella di Carlo Petrini, fondatore di Slow food.

Su 8 ettari del Caab, dovrebbero sorgere campi di grano, frutteti, vigneti, orti, allevamenti di bestiame e laboratori artigianali per la trasformazione delle materie prime agricole: dal mulino al caseificio, dalla cantina al birrificio, dalla macelleria alla norcineria. Il costo dell’operazione è di circa 50milioni di euro che devono essere trovati entro la fine dell’anno. E’ per questo che oggi, Farinetti e Segrè, in compagnia del sindaco Virginio Merola, della presidente della Provincia Beatrice Draghetti e dell’assessore regionale all’urbanistica Alfredo Peri, hanno fatto appello agli investitori del territorio.

L’operazione, come ha ribadito anche Segrè, non ha costi né per il pubblico (non viene chiesto un euro ai soci pubblici di Caab) né in termini di consumo di suolo (verrebbero utilizzate strutture già esistenti). Eataly World, questo il nome che Farinetti vorrebbe dare al parco, potrebbe creare, sempre secondo il suo ideatore, circa un migliaio di nuovi posti di lavoro e altri 5mila nell’indotto. “Se non lo fate qui – dice signor Eataly – c’è la fila di città interessate a realizzarla”.

Farinetti e Segrè vorrebbero inaugurare il parco il giorno dopo che chiuderà l’Expo2015 di Milano, e cioè il 1 novembre 2015. Per questo si procederà a tappe forzate: il progetto non necessità di modifiche degli strumenti urbanistici ma solo del reperimento delle risorse. Segrè porterà il progetto il 3 luglio all’esame del Cda del Caab e, incassato il via libera, verrà creato un fondo immobiliare e poi si partirà alla ricerca si sostenitori. Eataly dal canto suo ha promesso che parteciperà economicamente, anche se non ha ancora precisato l’entità della sua partecipazione.

Nel corso della conferenza stampa, Farinetti ha fatto i nomi di Coop Adriatica e Unipol, lasciando intendere che ci siano già stati dei contatti. “Crediamo nel progetto Fico perchè valorizza l’Emilia – dice Tiziana Primori, direttore generale della gestione di Coop Adriatica, – non abbiamo visto il progetto in dettaglio”. Incontri definiti non ci sono ancora, ma Primori, che è anche vice presidente di Eataly (la cooperativa della grande distribuzione è socia al 40% di Farinetti) si sbilancia: “Diamo una valutazione positiva del progetto”.

Da radio.rcdc.it, 25/06/2013




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