“Ecco il marito dell’assessore”… quando il vocabolario non rispetta le donne.

Posted on in Politica e lingue 25 vedi

“Ecco il marito dell’assessore”… quando il vocabolario non rispetta le donne.

Presentato un manualetto sull’uso scorretto della lingua e sulle soluzioni già previste dall’italiano: “Donne, grammatiche e media”. Boldrini: “L’uso del linguaggio è una scelta politica”.

di ANNA BANDETTINI.

 Il più esilarante: “Eva, il medico del Chelsea e gli attributi delle donne”. Il più classico: “Ingegnere aerospaziale, 36 anni, donna”. Il più ambiguo: “La presidenza va al marito dell’assessore”. Sono alcuni esempi, di involontaria comicità, dell’uso scorretto della lingua quando si insiste a non rispettare il genere femminile. Non sarebbe più giusto dire assessora, ingegnera, medica? Tutte parole previste nella nostra lingua, basterebbe considerarle e non “adagiarsi” su un uso sessista dell’italiano come avviene regolarmente non solo nella vita quotidiana ma, ed è molto peggio, nei mass media e nei giornali.

Di questo parla un agile manualetto “Donne, grammatica e media” presentato oggi alla Camera dei deputati, auspice la presidente Laura Boldrini. “L’uso del linguaggio è una scelta politica – ha detto senza mezzi termini- Non è giusto che donne che svolgono un ruolo non debbano avere un riconoscimento di genere anche nelle parole che le definiscono”. La ragione? “È solo perché vengono considerate delle comete – ha detto Boldrini- Perché il pensiero comune è che adesso occupano posti che sono stati degli uomini, ma passeranno e tutto tornerà come prima. Se si fa così fatica a usare il femminile di certe parole non è perché è cacofonico, ma è politico. Non si vuole capire che esattamente se un mestiere è fatto da un uomo si declina al maschile, così se è fatto da una donna si deve declinare al femminile. Io non chiamo maestra un insegnante di scuola maschio solo perché in prevalenza è un mestiere fatto da donne. Ecco perché credo che questo libretto sia utile e necessario”, ha concluso Boldrini.

“Donne, grammatica e media” è un manuale edito da Giulia, l’associazione autonoma di giornaliste (sul sito anche le info per acquistare il libretto) che si occupa di questioni di genere nei media. Firmato da Cecilia Robustelli, docente al dipartimento di studi linguistici dell’università di Modena, a cura di Maria Teresa Manuelli, con una prefazione di Nicoletta Maraschio presidente onoraria dell’Accademia della Crusca che pure ha collaborato, affronta gli esempi positivi e negativi in uso nei media con tanto di commento e analisi per chiudere con un sintetico vocabolario di cariche e professioni redatto rispettando il genere. Si scopre così che “medica”, per dire medico al femminile, è italiano, non una fantasia linguistica; che è corretto dire carpentiera invece di carpentiere se si tratta di una donna. E ancora, vigilessa, prefetta femminile di prefetto, sindaca femminile di sindaco, per non parlare di inviata invece di inviato o caporedattrice invece di caporedattore quando le donne hanno professioni nei giornali. Perfino al negativo c’è il femminile: evasore diventa evasora o evaditrice. “Un libro da bisaccia, lo definisco io- ha spiegato Cecilia Robustelli- di quelli da portare in tasca, che dà indicazioni concrete per usare il linguaggio nel rispetto di genere. I suggerimenti dati sono il risultato di un percorso scientifico di molti anni, perché non basta mettere la desinenza in “a”. Suggerimenti utili per raggiungere un indice di consapevolezza linguistica”. Che può essere, però, anche un buon punto di partenza per una consapevolezza culturale e “politica” del ruolo delle donne nella società.
(Da repubblica.it, 11/7/2014).

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.