ECCO I 5 CANDIDATI DELL’ANTIPREMIO 2009 ITALIANO ZERBINO DELLA LINGUA INGLESE

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ECCO I 5 CANDIDATI DELL’ANTIPREMIO 2009 “ITALIANO ZERBINO DELLA LINGUA INGLESE”

Sono ufficiali i nomi dei 5 candidati dell’AntiPremio 2009 “ITALIANO ZERBINO DELLA LINGUA INGLESE”. Figure d’eccellenza nel panorama intellettuale e dirigente del nostro Paese, che si contenderanno il caustico premio, promosso dall’Associazione radicale Esperanto per “antipremiare” chi più si è distinto per aver promosso accanitamente l’egemomia linguistica dell’inglese a discapito di quella ufficiale del Nostro Paese.

A contendersi lo scomodo premio il sindaco di Lucca Mauro Favilla, promotore di un “Regolamento sugli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande” nel quale la già contestata discriminazione verso etnie non italiane si ribalta a sorpresa a sfavore dei propri concittadini italiani. Secondo il regolamento, l´intero personale assunto nel settore della ristorazione del centro storico di Lucca deve necessariamente “essere a conoscenza della lingua inglese”, violando quindi la libertà di iniziativa economica di chi non vuole assumere persone anglofone.
Un secondo candidato è l’ex Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata Alessandro Finazzi Agrò che, nel tagliare il nastro del corso di Laurea in Farmacia in lingua inglese, ha augurato al proprio Paese la totale perdita dell’uso della lingua italiana in tutte le università a favore esclusivo dell’inglese.
Ma il degrado del sapere scientifico in lingua italiana è anche la marca distintiva di un altro prestigioso Rettore, Francesco Profumo, autore di un’abile sostituzione della lingua italiana per i corsi di Ingegneria tessile e Ingegneria elettronica dello storico Politecnico di Torino e fuoriclasse dell’autocolonizzazione per l’esenzione totale dal pagamento delle tasse universitarie per coloro i quali abbandonano di buon grado l’obsoleta lingua nazionale.
La stessa politica proibitiva dell’uso dell’italiano è quella adottata dal Prof. Roberto Schmid, direttore dell’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, dove si organizza quest’anno la 7° ed. del “Pavia Graduate Conference in Political Philosophy”, un seminario per dottorandi in filosofia politica. A partire dal 2007 è proibito ai dottorandi di presentare le proprie ricerche in filosofia in italiano.
Infine, la medesima politica è stata adottata dalla Regione Piemonte, in particolare su iniziativa del’assessore Andrea Bairati, per la selezione di progetti di ricerca in campo umanistico in cui l’unica lingua ammissibile per presentare domanda di finanziamento è l’inglese, nonostante le difficoltà di ricercatori e istituti italiani che pensavano ingenuamente all’italiano come alla lingua “ufficiale della Repubblica”.

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