e venne il giorno della costituzione

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CORRIERE DELLA SERA 29.10.2004.p 5
E venne il giorno della Costituzione
ROMA Trentuno ambulanze pronte per ogni evenienza. Più di 7.000 persone mobilitate per la sicurezza. Trentamila steli di fiori per gli addobbi. Quarantacinque autobus delle forze armate, e perfino della polizia penitenziaria, per trasportare tecnici, operai e assistenti dei 29 capi di Stato e di governo venuti a Roma per l'occasione. Sono molte le cifre che possono dare un'idea della dimensione dello sforzo organizzativo in corso per la firma del trattato costituzionale europeo, fissata per stamattina in Campidoglio. Oltre duemila giornalisti. Sessanta chilometri di fibra ottica, 250 di cablaggio in rame per il circo dell'informazione chiamato a seguire l'evento. Non basta? Trenta bagni chimici. Stampanti, 400. Vicino al Comune, almeno nove cani poliziotto addestrati ad annusare borse e bidoni della spazzatura per verificare che non nascondano bombe.
Per i governi d'Europa sarà una mattinata soprattutto protocollare. Dal punto di vista politico, i tormenti e i problemi scatteranno dopo, quando ciascun Paese dovrà decidere (nei Parlamenti, o, in una decina di casi, per via referendaria) se ratificare o meno
il trattato che delinea l'architettura istituzionale dell'Unione europea allargata.
Oggi, dunque, è giorno di solennità, di televisione e di cerimoniale, con le eventuali gaffe o scambi di segnali politici che tanta esposizione ai riflettori può comportare. Diretta televisiva in Europa, in vari Stati americani, e anche su canali di Cina e Australia. Dalle 10 alle 10.40, Silvio Berlusconi e il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende, presidente di turno del Consiglio europeo, accoglieranno in Campidoglio gli altri europei chiamati a firmare il trattato. Il sindaco di Roma Walter Veltroni li saluterà prima che passino nella sala delle Bandiere e si affaccino da un balcone sul panorama (che non è esagerato definire mozzafiato) dei Fori.
Nell'aula Giulio Cesare, il cui guardaroba è stato trasformato per precauzione in sala di pronto soccorso, verso le 11 parleranno brevemente al microfono Veltroni, Berlusconi, Balkenende, il premier irlandese Bertie Ahern, il presidente del Parlamento europeo Josep Borrell. Ciampi ascolterà. In origine, il programma del cerimoniale prevedeva poi gli interventi del «presidente uscente» della Commissione europea Romando Prodi e dell'«entrante» José Durao Barroso. Per effetto del contenzioso su Rocco Buttiglione, adesso si troveranno l'uno in condizione di prorogato non ancora uscito, l'altro un po' meno entrato in carica di quanto si immaginava.
Dettaglio curioso: l'estate scorsa, al governo italiano avrebbe fatto piacere spingere la cerimonia più avanti rispetto alla fine del mandato di Prodi; fu il governo olandese a preferire il 29 ottobre al 20 novembre. L'Olanda lo fece sia per ragioni interne sia in segno di riguardo verso Prodi.
A lasciare i propri nomi sotto l'atto finale e il trattato saranno i capi di Stato e/o di governo dei 25 Paesi dell'Ue più i ministri degli Esteri. Per l'Italia, Berlusconi e Franco Frattini. Gli Stati candidati all'adesione da quando era già attiva la Convenzione Turchia,
Bulgaria, Romania sottoscriveranno soltanto l'atto fmale. La Croazia assisterà da osservatrice. Gli F16 dell'Aeronautica saranno pronti a bloccare eventuali violazioni della chiusura dello spazio aereo su Roma.
La cerimonia vera e propria della firma comporterà un tour in Campidoglio. Comincerà prima di mezzogiorno nella sala degli Orazi e Curiazi: fu lì che furono sottoscritti i trattati costitutivi della Comunità economica europea e di quella dell'energia atomica. Era il 25 marzo 1957, pioveva. E anche per oggi gli organizzatori hanno temuto da giorni la pioggia. A divertirsi, nell'attesa, sono stati i dipendenti comunali utilizzati come controfigure fino alle due, l'altra notte, per calcolare i tempi necessari a firmare. Chi impersonava Blair, chi Chirac e così via.
I libri da sottoscrivere (con penne di legno e platino da conservare come ricordo) saranno due: uno dal formato 60 centimetri per 40, l'altro 25 per 30. I capi di Stato e di governo, nel frattempo, avranno ricevuto in regalo una bottiglia magnum di amarone Aneri 2000. Rappresenta un augurio: si può bere anche 30 anni dopo l'imbottigliamento. Ultimo adempimento, la «foto di famiglia».
Capi di Stato e di governo e ministri degli Esteri andranno a colazione al Quirinale. I ministri delle Politiche comunitarie sulla terrazza Caffarelli del Campidoglio. Il caso vuole che la firma, festeggiata in serata da fuochi d'artificio, sarà accolta come una liberazione da numerosi omosessuali: dopo tante notti, Monte Caprino, un tradizionale punto di incontro, non sarà più presidiato dalla polizia.
Maurizio Caprara.
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