E.. VAI!! ITALIANO: CORTE UE ACCOGLIE RICORSO ITALIA SU BANDI CONCORSO.

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La rivincita dell’italiano nella Babele della Ue

di Alberto Argenio

… E si guarda già avanti, visto che la sentenza è vissuta come un successo per la strategia portata avanti dagli ultimi governi a tutela degli italiani… Una battaglia che va avanti da anni, con tanto di scontri nelle conferenze stampa nelle istituzioni Ue con i cronisti italiani, ma anche spagnoli e polacchi, che pretendono di porre domande nella loro lingua e di ricevere comunicati stampa tradotti. Ma la vera spina nel fianco del sistema Italia a Bruxelles è l’assenza di una scuola italiana, essenziale per insegnare la lingua di Dante ai figli delle decine di migliaia di connazionali presenti nella capitale belga (anche se in questo caso la responsabilità è tutta nazionale). La battaglia linguistica è stata sostenuta sia dal governo Prodi sia da quello Berlusconi, tanto che l’attuale premier, qualche mese fa, aveva scritto una lettera ai suoi ministri ingiungendo di difendere la lingua italiana in tutte le sedi, anche pretendendo l’interpretariato in ogni riunione europea. Iniziative legittime, anche se a Bruxelles – già ribattezzata la Babele delle lingue – quello del multilinguismo ormai un problema. Ogni giorno traduttori e interpreti combattono con quintali di documenti e decine di riunioni da tradurre. Anche le lingue ufficiali (in tutto sono 23) che la maggioranza degli europei definirebbe esotiche, come il gaelico, il maltese o il catalano.

(Da La Repubblica, 21/11/2008).

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3 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

La rivincita dell’italiano nella Babele della Ue<br /><br />
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… E si guarda già avanti, visto che la sentenza è vissuta come un successo per la strategia portata avanti dagli ultimi governi a tutela degli italiani… Una battaglia che va avanti da anni, con tanto di scontri nelle conferenze stampa nelle istituzioni Ue con i cronisti italiani, ma anche spagnoli e polacchi, che pretendono di porre domande nella loro lingua e di ricevere comunicati stampa tradotti. Ma la vera spina nel fianco del sistema Italia a Bruxelles è l’assenza di una scuola italiana, essenziale per insegnare la lingua di Dante ai figli delle decine di migliaia di connazionali presenti nella capitale belga (anche se in questo caso la responsabilità è tutta nazionale). La battaglia linguistica è stata sostenuta sia dal governo Prodi sia da quello Berlusconi, tanto che l’attuale premier, qualche mese fa, aveva scritto una lettera ai suoi ministri ingiungendo di difendere la lingua italiana in tutte le sedi, anche pretendendo l’interpretariato in ogni riunione europea. Iniziative legittime, anche se a Bruxelles – già ribattezzata la Babele delle lingue – quello del multilinguismo ormai un problema. Ogni giorno traduttori e interpreti combattono con quintali di documenti e decine di riunioni da tradurre. Anche le lingue ufficiali (in tutto sono 23) che la maggioranza degli europei definirebbe esotiche, come il gaelico, il maltese o il catalano.<br /><br />
(Da La Repubblica, 21/11/2008). <br /><br />
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Daniela Giglioli
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… E si guarda già avanti, visto che la sentenza è vissuta come un successo per la strategia portata avanti dagli ultimi governi a tutela degli italiani… Una battaglia che va avanti da anni, con tanto di scontri nelle conferenze stampa nelle istituzioni Ue con i cronisti italiani, ma anche spagnoli e polacchi, che pretendono di porre domande nella loro lingua e di ricevere comunicati stampa tradotti. Ma la vera spina nel fianco del sistema Italia a Bruxelles è l’assenza di una scuola italiana, essenziale per insegnare la lingua di Dante ai figli delle decine di migliaia di connazionali presenti nella capitale belga (anche se in questo caso la responsabilità è tutta nazionale). La battaglia linguistica è stata sostenuta sia dal governo Prodi sia da quello Berlusconi, tanto che l’attuale premier, qualche mese fa, aveva scritto una lettera ai suoi ministri ingiungendo di difendere la lingua italiana in tutte le sedi, anche pretendendo l’interpretariato in ogni riunione europea. Iniziative legittime, anche se a Bruxelles – già ribattezzata la Babele delle lingue – quello del multilinguismo ormai un problema. Ogni giorno traduttori e interpreti combattono con quintali di documenti e decine di riunioni da tradurre. Anche le lingue ufficiali (in tutto sono 23) che la maggioranza degli europei definirebbe esotiche, come il gaelico, il maltese o il catalano.<br /><br />
(Da La Repubblica, 21/11/2008). <br /><br />
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Daniela Giglioli
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… E si guarda già avanti, visto che la sentenza è vissuta come un successo per la strategia portata avanti dagli ultimi governi a tutela degli italiani… Una battaglia che va avanti da anni, con tanto di scontri nelle conferenze stampa nelle istituzioni Ue con i cronisti italiani, ma anche spagnoli e polacchi, che pretendono di porre domande nella loro lingua e di ricevere comunicati stampa tradotti. Ma la vera spina nel fianco del sistema Italia a Bruxelles è l’assenza di una scuola italiana, essenziale per insegnare la lingua di Dante ai figli delle decine di migliaia di connazionali presenti nella capitale belga (anche se in questo caso la responsabilità è tutta nazionale). La battaglia linguistica è stata sostenuta sia dal governo Prodi sia da quello Berlusconi, tanto che l’attuale premier, qualche mese fa, aveva scritto una lettera ai suoi ministri ingiungendo di difendere la lingua italiana in tutte le sedi, anche pretendendo l’interpretariato in ogni riunione europea. Iniziative legittime, anche se a Bruxelles – già ribattezzata la Babele delle lingue – quello del multilinguismo ormai un problema. Ogni giorno traduttori e interpreti combattono con quintali di documenti e decine di riunioni da tradurre. Anche le lingue ufficiali (in tutto sono 23) che la maggioranza degli europei definirebbe esotiche, come il gaelico, il maltese o il catalano.<br /><br />
(Da La Repubblica, 21/11/2008). <br /><br />
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