E’ ufficiale: il multilinguismo è il cavallo di Troia del colonialismo linguistico anglofono

Posted on in Politica e lingue 27 vedi

Da qualche tempo è comparso un sito chiamato "Language Rich Europe" (un’Europa linguisticamente ricca) che al motto di "un multilinguismo per società stabili e prospere", rigorosamente in inglese, si preoccupa di promuovere il multilinguismo in Europa. Con i soldi della Commissione Europea, naturalmente. E della Oxford University Press. Si proprio quella che vende i libri ed i materiali didattici per la certificazione di lingua inglese secondo il portfoglio Europeo delle lingue.

Già perché questi nuovi amici tanto interessati alla diversità, o meglio alla ricchezza come la chiamano loro, linguistica Europea altro non sono che una diretta emanazione del British Council, l’ente finanziato dal Governo inglese per la promozione (per usare un eufemismo) della lingua inglese nel mondo (lo stesso che "consiglia" ai propri studenti proprio i manuali della Oxford University Press come libri di testo per preparare gli esami della Università di Cambridge -in patria accerrima nemica di Oxford, fuori alleate nella battaglia per spartirsi il ricco bottino annuale della guerra linguistica che gli inglesi hanno non dichiarato al mondo, insomma i ladri di Pisa, o meglio di Oxford).

Certo i contenuti del sito sono multilingue, persino in cirillico, e gli obiettivi alti e nobili in favore del multilinguismo e dell’apprendimento precoce, ma basta leggere qualche articolo (come quello riportato in calce sull’asilo Baby Erasmus in Spagna – naturalmente finanziato dai contribuenti europei- dove si insegna inglese ai bambini spagnoli di meno di tre anni, una specie di pedofilia linguistica, come se fossero bambini inglesi in Inghilterra) per capire che per loro multilinguismo significa, guarda caso, l’insegnamento sempre più precoce dell’inglese come lingua straniera. Perché, come argomentano bene scientificamente, solo se l’insegnamento è davvero precoce la lingua straniera la si può imparare come lingua madre e diventare autenticamente bilingui (e quindi la lingua straniera non diventa più tanto straniera, ma questo non lo dicono). Si certo, poi precisano che si può diventare bilingui anche studiando una lingua straniera persino dopo i 7 anni, ma con più fatica.

Invece vuoi mettere quanto è meglio apprenderla cosi, senza fatica se non nella culla nel box? Senza nemmeno volerlo o deciderlo? Come direbbero loro è molto più cool…

E infatti ci stanno prendendo a tutti da anni per il cool…

Baby Erasmus
Posted on February 13, 2012

In this blog post, we introduce an interesting initiative from Spain: An English language nursery for children under three years of age. Please read on (in Spanish) to learn more about Baby Erasmus, written by the Director of the programme, Juan Ruiz Subirán.

Algunos padres piensan que el hecho de que sus hijos aprendan dos idiomas desde pequeños puede retrasar su desarrollo lingüístico. Sin embargo, el aprendizaje precoz de un segundo idioma supone una estimulación temprana de las capacidades cognitivas del niño y favorece el desarrollo de sus habilidades lingüísticas.

En ciudades multiculturales como Bruselas no es extraño ver a los niños en los parques hablando varios idiomas desde su más tierna infancia. Inglés para hablar con su padre, alemán para comunicarse con su madre y francés para dirigirse a sus profesores y amigos. Éste es sólo un ejemplo habitual que a los españoles nos fascina y vemos como utópico para nuestros hijos. Sin embargo, nacer en un país como Bélgica puede ofrecer
más oportunidades lingüísticas, pero las capacidades que los niños tienen al nacer para aprender una o varias lenguas son las mismas para todos.

El ciclo formativo del lenguaje va desde los 0 a los 6 ó 7 años, a partir de esta edad empezamos a perder capacidades lingüísticas para aprender otros idiomas. Hasta los tres años se denomina aprendizaje precoz de un segundo idioma, de tres a seis años aprendizaje consecutivo y una vez sobrepasados los 6 ó 7 años aprendizaje tardío. Esto no significa que aprender un idioma a nivel bilingüe a partir de los siete años sea imposible, pero nos va a costar más y fonéticamente estaremos bastante más limitados.

Para que un niño sea bilingüe no sólo necesita tener una inmersión lingüística en la lengua meta, también ha de contar con una inmersión cultural, ya que el idioma no sólo se identifica con palabras, sino también con gestos, tradiciones, sensaciones, olores, paisajes, gastronomía… Los idiomas han de aprenderse con los cinco sentidos. Y cuanto antes, mejor.

En este sentido, Baby Erasmus, como Centro de Educación Infantil de habla inglesa en España, es un ejemplo de como los niños pueden aprender varios idiomas en sus ciudades de origen desde que nacen a través de la inmersión lingüística y cultural. Para alcanzar este objetivo, Baby Erasmus trata de recrear los entornos que rodean la lengua que queremos enseñar a nuestros alumnos. En este caso, nuestro centro es como una guardería de Londres, con material didáctico en inglés y profesores nativos, pero en España.




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.