È morto Forrest Ackerman, il fan più grande, esperantista.

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È morto Forrest Ackerman, il fan più grande, esperantista.

Un attacco di cuore si porta via, all’età di 92 anni, uno dei più famosi personaggi del mondo della fantascienza, inventore della sigla Sci Fi.

Forrest J Ackerman era nato il 24 novembre 1916 a Los Angeles. Nella sua carriera ha svolto molte attività, da partecipazioni a film alla pubblicazione di saggi e racconti, alla fondazione e direzione della rivista Famous Monsters of Filmland, ma viene ricordato soprattutto come l’archetipo del fan, dell’appassionato di fantascienza. Immancabile la sua partecipazione alle convention, fin dalla prima Worldcon nel 1939 a New York, che lui stesso soprannominò “NYcon I”, dando il via alla tradizione di battezzare le convention con nomi terminanti in “con”. Il vezzo delle sigle e dei giochi di parole è stato sempre una caratteristica di Ackerman, che si firmava a volte “4e” (letto “for-y”) o “4SJ” (letto “for-es-j”), e che pretendeva che la “J” del secondo nome fosse scritta senza puntino. A lui è accreditata l’invenzione della sigla “Sci Fi”, oggi largamente utilizzata per definire la fantascienza cinematografica e televisiva. E anche personalmente ricordo una sua dedica su un libro che mi firmò nel 1980 all’Eurocon di Stresa, “Warmest Wishes” scritto in modo che le due parole iniziassero con la stessa W.

Ackerman era un appassionato di Esperanto, che parlava fluidamente. Una volta percorse Hollywood Boulevard a braccetto con l’attore hithcockiano Leo G. Carroll cantando l’inno degli esperantisti, La Espero.

Ackerman era soprattutto un grande collezionista di memorabilia cinematografici. La sua casa (chiamata “Ackermansion”) era diventata un museo — che era possibile visitare — con oltre 300.000 pezzi tra libri e reliquie cinematografiche. Nel 2002, dopo una disastrosa causa legale contro l’editore di Famous Monsters of Filmland che lo mandò in rovina dovette vendere gran parte della collezione e la casa stessa, ritirandosi in un piccolo appartamento a Hollywood, che chiamava “la Acker-mini-mansion”.

Ha vinto il premio Hugo nel 1953 (il primo anno in cui gli Hugo sono stati assegnati) per la speciale categoria “fan numero uno”, e nel 1997 il premio Bram Stoker alla carriera.

Era un archivio vivente (l’uomo era un tutt’uno con la sua collezione) per quanto riguarda il fantastico. Uno dei trenta o quaranta degli archivi nel mondo, il più famoso e probabilmente il più importante. A novembre era stato ricoverato per una polmonite e gli avevano riscontrato un problema al cuore (l’avevano perfino dato per morto). Il cuore ha ceduto. E ci ha lasciati circondato dai suoi libri e dai suoi cimeli. Una bella morte, dopo una vita vissuta pienamente. Un po’ di rimpianto comunque c’è sempre.”

Silvio Sosio – 8 dicembre 2008 – SF Signal[addsig]




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