È morta la lingua degli eschimesi, l’Università prepara il viatico per l’italiano

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Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale “Esperanto”

È morta la lingua degli eschimesi: con la fine di Marie Smith, ultima nativa e madrelingua Eyak, attivista impegnata nella lotta per la difesa delle lingue Native, deceduta a 87 anni nella sua regione d’origine l’Anchorage in Alaska.
Sua figlia aveva precedentemente denunciato: “nessuno dei miei fratelli ha imparato l’Eyak poiché siamo cresciuti in un epoca in cui è considerato sbagliato parlare un’altra lingua che non sia l’inglese”.
Èstata definitivamente persa la battaglia portata avanti da Marie Smith, che l’ha vista scendere in campo contro gli educatori delle scuole i quali vietavano ai bambini di parlare la propria lingua nativa a vantaggio della lingua inglese.
Però anche la discriminazione verso l’italiano delle nostre Istituzioni educative non scherza:
il Rettore del Politecnico di Torino, per l’Anno Accademico 2007/2008, ha richiesto il pagamento delle tasse solo a coloro che intendono seguire i corsi di laurea in italiano mentre agli studenti che vogliono seguire i corsi in inglese sono stati abbuonati i 1.500 Euro;
se si vuole partecipare ai bandi di gara del MiUR bisogna presentare i relativi progetti in lingua inglese, altrimenti il progetto non viene nemmeno protocollato;- il 15 novembre scorso, tra i criteri generali per la disciplina del Dottorato di ricerca, il MiUR ha proposto al Consiglio Universitario Nazionalel’obbligo della conoscenza dell’inglese, anche se magari il dottorato lo devi fare per il greco antico. Dato che non è scritto da nessuna parte l’obbligatorietà di conoscenza dell’italiano, di fatto, uno studente inglese soddisfa i criteri per accedere ai dottorati italiani, mentre uno studente italiano che non sa l’inglese NO.
Insomma la tassa della lingua inglese sta minando persino l’identità degli italiani.

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