Due vittorie per l’Europa

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DUE VITTORIE PERL'EUROPA
SENZA infilarsi ridicoli colbacchi, senza pacche sulle spalle e senza cedimenti politici, Romano Prodi chiude con un doppio e inatteso successo sei anni di difficilissimi negoziati con Vladimir Putin. All'ultimo vertice Ue-Russia a cui partecipa in qualità di presidente della Commissione europea, il Professore porta a casa un accordo su 160 dossier che apre a Mosca la via dell'adesione all'Organizzazione Mondiale del Commercio. E soprattutto ottiene da Putin la promessa che il Parlamento russo ratificherà il protocollo di Kyoto sulla protezione dell'ambiente, rendendone così possibile l'entrata in vigore nonostante il boicottaggio degli Usa. Sono due vittorie di portata mondiale per l'Europa comunitaria, che sul commercio e sull'ambiente tratta con una voce sola, proprio mentre l'Europa intergovernativa dei capi di Stato e di governo annaspa tra le divisioni irachene e le polemiche sulla prossima Costituzione. A questi successi si aggiunge il fatto che la Russia, grazie ai buoni uffici della Commissione, riconosce ai dieci nuovi Stati membri gli stessi più vantaggiosi diritti di cui godeva l'Unione accettando così l'allargamento della Ue.
In termini economici l'accordo che apre la strada all'ingresso della Russia nell'Organizzazione mondiale del commercio segna un passo gigantesco, sanando l'ultima ferita della Guerra fredda e portando il solo grande paese che ancora mancava al tavolo del negoziato globale. Ma in termini politici íl ventilato accordo di Mosca per la ratifica del protocollo di Kyoto è forse ancora più rilevante, perché segnerebbe una vittoria dell'Europa nel braccio di ferro planetario che la oppone all'amministrazione Bush, responsabile del ritiro degli Usa dagli accordi sottoscritti. Sono tre anni che gli europei si sentono dire e ripetere che, senza il via libera americano, Kyoto è destinato a restare lettera morta. Ma Putin, andando contro il parere dei suoi stessi consiglieri, ha fatto rinascere la speranza che l'intesa sulla riduzione delle emissioni a effetto serra possa entrare in vigore in tempi brevi. Basterebbe infatti la ratifica della Russia per coprire ben oltre il 55% delle emissioni nocive: soglia necessaria perché il protocollo diventi operativo sottolineando ulteriormente l'isolamento dell'amministrazione Bush sulla scena mondiale. Il precedente vertice Ue-Russia, svoltosi il 6 novembre sotto presidenza italiana, era entrato penosamente nella storia per la difesa fatta da Berlusconi, autoproclamatosi «avvocato difensore dell'amico Putin», della repressione operata dall'Armata rossa in Cecenia. Questo ultimo vertice di Prodi, sotto presidenza irlandese, si conclude invece con risultati concreti e importanti. «Le doti di Romano potranno essere utili ai rapporti tra Europa e Russia anche dopo che avrà lasciato la Commissione», ha commentato il capo del Cremlino con quella che sembra una benedizione al Professore in vista dello scontro elettorale in Italia. Forse, più che di avvocati difensori, la Russia ha bisogno di interlocutori seri.

Andrea Bonanni
La repubblica, 22.05.2004, p.19

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