Dovremmo dire a Renzi e al suo inglesorum le parole di Renzo a don Abbondio:”che vuole che io faccia del suo latinorum?”.

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L’amaca.

Michele Serra.

Tra le piccole riforme possibili da subito, praticamente da stamattina, è urgente proporre al governo Renzi quella dell’immediata dismissione dell’inglesorum nella sua comunicazione politica e amministrativa. Che cos’è l’inglesorum? L’inglesorum è l’aggiornamento del latinorum manzoniano. Ovvero un linguaggio usato per incutere soggezione ai subalterni e agli impressionabili (ma Renzo non ci casca e dice, seccato, a don Abbondio: “che vuole che io faccia del suo latinorum?” Nota bene: Manzoni non era populista ). Tipico esempio di inglesorum è Jobs Acts per legge sul lavoro. Significa esattamente la stessa cosa, ma detto in italiano odora di vecchia fatica, di cortei, di casse da scaricare, in inglese profuma di eccitante attualità e di impiegati fighetti che fanno il brunch. Perfino più efferato il provvedimento “open cantieri” orecchiato alla radio: suona maccheronico lontano un chilometro, “cantieri aperti” è pratico e perfetto, che cosa ha fatto di male, al personale renziano, la parola “aperto” per essere sistematicamente rimpiazzata da open? Nell’inglesorum c’è una velleità burina, quella di sembrare ciò che non si è, come se ci si vergognasse di se stessi. E c’è il sospetto-ben peggiore in un politico – di fumisteria, di imbonimento attoriale: “A me gli occhi, please”.
(Da La Repubblica, 15/4/2015).

 




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