“DOVE IL SÌ È SUONATO DALLO YES”

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“DOVE IL SÌ È SUONATO DALLO YES”: Conferenza stampa e manifestazione radicale.

In occasione dell’inaugurazione da parte del Presidente della Repubblica della prima grande mostra sulla storia della lingua italiana dal titolo Dove il sì suona: CONFERENZA STAMPA e MANIFESTAZIONE RADICALE 

“DOVE IL SÌ È SUONATO DALLO YES”

La lingua di ciascuno si difende con la lingua di tutti

Giovedì 13 marzo ore 10 a Firenze, Piazza della Signoria, all’ingresso al pubblico di Palazzo Vecchio

The Independent del 20 marzo scorso ha parlato di inglese «linguicida», non solo, partendo dagli antichi trascorsi colonizzatori del Regno Unito, il quotidiano inglese è stato ancora più pesante arrivando a chiedersi retoricamente:«non è un genere ancor più sinistro del colonialismo che noi praticavamo cento anni fa? Non troppo tempo fa noi prendevamo le loro materie prime. Ora noi invadiamo le loro menti, cambiando lo strumento primario col quale essi pensano: la “loro” lingua».

Di fronte agli interessi colossali che si muovono dietro la lingua/potenza egemone per eccellenza, al loro movimento inesorabile che vede la scomparsa di un paio di lingue ogni settimana, iniziative come quella di Firenze o quella di una futuro “Consiglio Superiore della Lingua Italiana” in discussione al Senato sono certamente importanti ma assolutamente inefficaci: lo stesso Presidente della Crusca arriva ad ipotizzare la disfatta della lingua italiana e il cambio alla “casa anglofona” entro tre generazioni.

Urge dare un’alternativa democratica alla comunicazione transnazionale egemonica dell’inglese.

Una lingua davvero di e per tutti, semplice, apprendibile pienamente nell’arco della scuola dell’obbligo ma, anche, da chi la scuola dell’obbligo l’ha finita da tempo, da chi si trova in piena terza o quarta età, una sorta di lingua pubblica (così come c’è una scuola o una sanità pubblica… nel senso di tutti), di lingua di comunicazione sociale che, appunto, in quanto pubblica e sociale non appartiene ad alcun sistema linguistico “privato” (nel senso di etnico, di francese, inglese, giapponese…) né privilegia un ceto più ricco piuttosto che un popolo più potente.

In questa situazione politica la Lingua Internazionale non è più interesse di qualche milione di esperantisti sparsi per il mondo. Oggi l’Esperanto rappresenta la salvezza di migliaia di lingue del mondo e l’unica forma possibile di comunicazione popolare ed immediata per mezzo miliardo di eurocittadini che, altrimenti, non potranno che subire una Unione a 21 lingue o veder scomparire le stesse per trovarsi privi delle loro radici, della loro cultura, della loro anima.[addsig]




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