Dove eravamo rimasti?

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Alberto Angela

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Passaggio a Nordovest (RAI)

Pochi se ne accorgono ma, da secoli e millenni, è in atto una vera e propria battaglia tra le lingue sul nostro pianeta che seguono, in un certo senso, le vittorie sui campi di battaglia o negli scontri tra le varie economie. In effetti, la lingua del più forte tende sempre a dominare quella del più debole.

Alberto Angela in una puntata di “Passaggio a Nord Ovest” sul linguicidio 

Era necessaria già negli anni ’90 una lingua comune della specie umana. Oggi è indispensabile! Indispensabile alla difesa della biodiversità linguistico-culturale, indispensabile alle pari opportunità nell’istruzione, nel lavoro, nello sviluppo, nel dare fondamenta alla pace e alla nonviolenza almeno nella comune possibilità di dialogo dell’umanità… Per l’Europa poi, impegnata nella costruzione di una sovranazionalità da decenni, il diritto alla lingua comune dell’umanità assume il ruolo salvifico e reificante di lingua federale. Lingua federale indispensabile per evitare che la terza guerra mondiale si combatta, in Europa, sul fronte apparentemente incruento del sangue versato ma, cruentissimo osservando che alcuni popoli cercano di dominare gli altri annientandoli nella loro identità linguistico-culturale. La dominazione e lo schiavismo cambiano di segno, e da fisici divengono mentali. Con dovizia spiegheremo successivamente le molteplici problematiche che concorrono all’urgenza dell’adozione di una lingua comune dell’umanità e di una lingua federale nell’Unione europea, le iniziative da intraprendere e che, speriamo, intraprenderemo insieme, anche con il tuo aiuto. Intanto quello che qui puoi leggere è una sorta di “Dove eravamo rimasti?” alle Nazioni Unite e al Parlamento Europeo e, già questi documenti:

– Documento presentato all’ECOSOC sulla lingua internazionale ausiliaria.

– Proposta di risoluzione sulla comunicazione nelle istituzioni e tra i cittadini dell’UE.

– Documento della Commissione Istituzionale del PE sulla (non) comunicazione nell’UE;

preceduti da una introduzione dal titolo “Per comunicare attraverso le frontiere e le culture: una lingua internazionale” prefigurano quella che, oggi, è una emergenza per la giustizia linguistica internazionale, la pace e la biodiversità linguistico-culturale del pianeta, la ripresa del cammino federalista europeo verso gli Stati Uniti d’Europa di spinelliana memoria.

I documenti fanno parte del numero unico di “Partito Radicale” del gennaio 1998.

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